Vigili del fuoco, a Reggio Emilia scatta lo sciopero: tutte le ragioni della mobilitazione
La protesta indetta da Fp Cgil dalle 16 alle 20. Dalla revoca dello status di sede disagiata di Castelnovo Monti all’unica autoscala in uso che ha 30 anni: ecco cosa non va
Reggio Emilia La Fp Cgil Vigili del Fuoco di Reggio ha proclamato oggi uno sciopero provinciale dei vigili del fuoco dalle 16 alle 20. Alla base della mobilitazione, spiegano, vi sono gravi criticità legate alla carenza di personale, all’obsolescenza dei mezzi di soccorso e soprattutto alla revoca dello status di “sede disagiata” per il distaccamento di Castelnovo Monti, con il conseguente cambio dell’orario di lavoro.
Secondo la Fp Cgil, la decisione di togliere la qualifica di sede disagiata ha già prodotto effetti negativi sulle condizioni di lavoro dei vigili del fuoco e rischia di compromettere la qualità del soccorso in un territorio complesso come quello dell’Appennino. La maggior parte del personale non residente in montagna, infatti, avrebbe intenzione di chiedere il trasferimento, causando la perdita di un patrimonio di esperienza maturato in anni di interventi su strade innevate, territori impervi e scenari di emergenza difficilmente replicabili con brevi corsi di formazione. I numeri forniti dal sindacato mostrano un netto peggioramento della situazione: con lo status di sede disagiata, a Castelnovo Monti operava il 72% di personale stabile e il 28% soggetto a mobilità. Dopo la revoca, la percentuale si è ribaltata: solo il 41% è personale stabile, mentre il 59% è soggetto a trasferimenti.
Ancora più critica la situazione dei Capi Squadra, figure chiave nella gestione degli interventi: solo uno è stabile, mentre sette sono soggetti a mobilità. A preoccupare è anche la carenza strutturale di personale in tutta la provincia. L’organico previsto per il Comando di Reggio dovrebbe contare 71 vigili del fuoco qualificati e 148 operativi, ma la presenza reale è di 47 qualificati e 123 operativi, tenendo conto di chi usufruisce di leggi speciali o è in missione in altri comandi. Questo si traduce, secondo la Cgil, in una carenza reale del 34% tra il personale qualificato e del 17% tra quello operativo. Non migliore la situazione dei mezzi di soccorso. L’età media delle Auto Pompe Serbatoio è di 14 anni, mentre i mezzi più performanti – un Iveco Stralis e due Mercedes Actros – raggiungeranno la maggiore età nel 2026. L’unica autoscala in dotazione alla sede centrale, spesso fuori servizio per guasti, compirà 30 anni nel 2026, così come l’unica autogru, frequentemente in riparazione. Il sindacato riconosce al comandante provinciale, Antonio Annecchini, di aver più volte segnalato queste problematiche ai livelli superiori, sottolineando però che le soluzioni spettano all’amministrazione centrale. «Non possiamo fare a meno di dare il massimo risalto a queste situazioni – afferma la Fp Cgil – perché mettono in difficoltà il soccorso ai cittadini e aumentano i rischi anche per la sicurezza dei Vigili del Fuoco». Tra le richieste avanzate con lo sciopero figurano il ripristino dell’orario di lavoro differenziato a Castelnovo Monti, l’inserimento definitivo del distaccamento nell’elenco delle sedi disagiate, l’aumento del personale qualificato in servizio effettivo a Reggio e l’assegnazione di nuovi mezzi, in particolare un’autoscala, un’autogru e Auto Pompe Serbatoio più moderne. La protesta, sottolineano, vuole essere un segnale forte per una situazione che, se non affrontata rapidamente, rischia di avere ripercussioni dirette sulla sicurezza dei cittadini del territorio reggiano, in particolare nelle aree montane. l © RIPRODUZIONE RISERVATA
