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Festa della birra di Reggiolo a rischio. Il presidente della Sarabiga: «Non me la sento più di continuare»

Mauro Pinotti
Festa della birra di Reggiolo a rischio. Il presidente della Sarabiga: «Non me la sento più di continuare»

La proposta: «Abbiamo chiesto a un gruppo di giovani di costituire una nuova associazione che possa occuparsi della festa. Noi siamo pronti a dare una mano»

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Reggiolo La Festa della Birra 2026 rischia seriamente di non vedere la luce. A lanciare l’allarme è Ivano Giglioli, storico presidente dell’associazione Sarabiga, che da oltre trent’anni guida l’organizzazione della kermesse estiva al parco dei Salici. Le sue parole, cariche di sincerità e stanchezza, fotografano un momento delicato per una delle manifestazioni più amate del territorio. «Non me la sento più di continuare a organizzare e gestire la Festa della Birra – confessa Giglioli –. È un impegno enorme, che richiede energie che, alla mia età, faccio sempre più fatica a recuperare. Durante i giorni della festa vado a letto tardissimo per controllare che tutto sia in ordine e mi alzo all’alba. Dormo tre ore a notte. È diventato troppo pesante».

Giglioli, 71 anni, non parla solo per sé, ma anche per un gruppo di volontari che negli anni ha retto sulle proprie spalle una macchina organizzativa complessa, capace di attirare migliaia di persone e di generare importanti fondi benefici. «Ho cercato di inserire giovani, li ho motivati, li ho spronati a prendere in mano la festa – racconta –. Ma finora non ho ricevuto una risposta definitiva. E senza un ricambio generazionale, questa manifestazione non può andare avanti». Il direttivo della Sarabiga ha già comunicato ufficialmente che non confermerà l’impegno per l’edizione 2026. Una decisione sofferta, ma inevitabile. «Continueremo a organizzare la Tortellata e la Bigolata, che sono eventi più gestibili – precisa Giglioli –. Ma la Festa della Birra richiede una struttura, una forza lavoro e una presenza costante che noi, oggi, non possiamo più garantire».

Per evitare che la tradizione si interrompa, la Sarabiga ha avanzato una proposta concreta: «Abbiamo chiesto a un gruppo di giovani di costituire una nuova associazione che possa occuparsi della festa. Noi siamo pronti a dare una mano, a passare contatti, a spiegare come funziona tutto. Siamo persino disponibili a mettere a disposizione una somma iniziale per aiutarli ad avviare l’attività. Ma serve una risposta. E serve in fretta». Il tempo stringe. «Aspetterò ancora 10-15 giorni – avverte Giglioli –. Se non arriveranno conferme sull’impegno necessario, saremo costretti a liberare le date già prenotate per il parco dei Salici. E a quel punto la Festa della Birra, almeno per il 2026, potrebbe saltare». Uno scenario che preoccupa non solo gli affezionati della manifestazione, ma anche il mondo del volontariato locale. La Festa della Birra, infatti, non è solo musica e divertimento: è soprattutto solidarietà. «Lo scorso anno – ricorda Giglioli – abbiamo donato 180mila euro a enti, associazioni, al Grade di Reggio Emilia e all’ospedale di Guastalla. Cancellare la festa significherebbe rinunciare a un aiuto concreto per tante realtà del territorio». Il futuro, dunque, è appeso a un filo. La Festa della Birra potrebbe essere confermata, potrebbe cambiare forma, potrebbe ridimensionarsi. Oppure, nel peggiore dei casi, fermarsi del tutto. «Io spero davvero che qualcuno raccolga il testimone», conclude. l © RIPRODUZIONE RISERVATA