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Il caso

Inalca, è scontro per la bonifica. Il Gruppo Cremonini chiede 760mila euro al Comune di Reggio Emilia

Inalca, è scontro per la bonifica. Il Gruppo Cremonini chiede 760mila euro al Comune di Reggio Emilia

Secondo l’azienda, che ha fatto ricorso al Tar, non toccava a lei farla e vuole indietro i soldi già spesi

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Reggio Emilia Una violazione dell'articolo 192 del Codice dell'Ambiente per aver rivolto l'ordinanza «a chi non ha responsabilità sul sinistro o sulla diffusione di rifiuti e neppure ha disponibilità dell'immobile» ed un «eccesso di potere per difetto di istruttoria e di motivazione». Sono i principali elementi alla base del ricorso al Tar di Parma che Inalca, attraverso l'avvocato Alessandro Lolli di Bologna, ha presentato contro il Comune di Reggio Emilia il 29 ottobre dell'anno scorso.

Nel documento si impugna l'ordinanza emessa dall'ente di piazza Prampolini il 21 febbraio del 2025, che ha imposto all'azienda di bonificare il sito di via due Canali in città distrutto dall'incendio notte fra il 10 e l'11 febbraio dell'anno scorso, e vari "solleciti" ad ottemperare al provvedimento inviati dall'ente locale. Inalca chiede anche il risarcimento del danno per le attività svolte, non ritenute di sua competenza, per cui ha speso oltre 760.000 euro.

Nel ricorso si sottolinea innanzitutto «che con l'incendio l'immobile è venuto meno ed è stato completamente distrutto e dunque è cessato di diritto il contratto di affitto che Inalca aveva in essere con Sirio». A seguito dell'evento, infatti, l'immobile è stato sequestrato ed Inalca è passato da "affittuario" a "custode". Dopo il dissequestro da parte della Procura di Reggio (l'8 agosto del 2025) Inalca ha quindi evidenziato che il bene «doveva ritenersi rientrato in piena disponibilità di Sirio» e «di non aver più nulla a che fare con tale immobile, non avendo più alcun titolo per accedervi senza autorizzazione di Sirio srl».l © RIPRODUZIONE RISERVATA