Dopo Crans-Montana, il Comune di Scandiano vieta le fiamme libere nei locali
L’ordinanza del sindaco Matteo Nasciuti: «Mai più rischi per i cittadini». Annuncia controlli
Scandiano La tragedia avvenuta a Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera, ha colpito profondamente la comunità internazionale, sollevando un’ondata di commozione ma anche di forte preoccupazione per la gestione degli spazi pubblici affollati. Molti locali, di loro spontanea volontà, sono immediatamente corsi ai ripari, adottando nuove misure di sicurezza interne e revisionando i propri protocolli di emergenza per proteggere i propri clienti. Il Comune di Scandiano, però, ha voluto fare un passo ulteriore, decidendo di scendere in campo in prima persona per dare un segnale forte. Il sindaco Matteo Nasciuti, infatti, ha firmato un’ordinanza “contingibile urgente” per rafforzare la sicurezza nei locali aperti al pubblico, agendo d'anticipo per evitare che simili criticità possano verificarsi sul territorio locale.
Il provvedimento vieta, con effetto immediato, «l’utilizzo di fiamme libere e articoli pirotecnici all’interno di pubblici esercizi, locali pubblici, circoli e strutture ricettive che svolgono attività di somministrazione», come si legge nella nota. Si tratta del primo Comune dell’intera provincia di Reggio Emilia a prendere una tale decisione. L’incendio divampato nella notte di Capodanno nel club “Constellation” – che ha provocato la morte di 40 persone, quasi tutte giovanissime, e oltre un centinaio di feriti – ha riportato al centro dell’attenzione pubblica il tema dei rischi legati all’uso di candele pirotecniche, fontane luminose, bengala da tavolo e altri dispositivi a fiamma libera in ambienti chiusi, spesso caratterizzati da alta densità di persone e materiali potenzialmente infiammabili. «In assenza, al momento, di un intervento normativo strutturato a livello nazionale che disciplini in modo uniforme la materia, il Comune ha ritenuto necessario adottare una misura preventiva nell’ambito delle competenze attribuite al sindaco per la tutela dell’incolumità pubblica», prosegue la nota. L’ordinanza consente esclusivamente l’uso di impianti e attrezzature che siano pienamente conformi alla normativa vigente «in materia di sicurezza e prevenzione incendi, e strettamente funzionali all’attività svolta, come le cucine professionali e le attrezzature per la preparazione di cibi e bevande. È inoltre ammessa l’accensione delle candeline in occasione di ricorrenze», per non penalizzare i momenti simbolici delle celebrazioni private.
Oltre all’adozione del provvedimento, l’amministrazione comunale ha richiesto l’avvio di una serie di controlli capillari nei locali del territorio, che saranno effettuati in stretta collaborazione con la polizia locale, le forze dell’ordine, il comando provinciale dei vigili del fuoco e l’azienda sanitaria locale. Infine, il Comune si rivolge direttamente ai gestori dei locali, chiedendo loro di «collaborare responsabilmente, nella consapevolezza che la prevenzione e l’attenzione alle regole rappresentano strumenti fondamentali per evitare rischi e tutelare l’incolumità delle persone», conclude la nota. Questo atto non è solo un obbligo di legge, ma un richiamo alla responsabilità collettiva per far sì che il divertimento non debba mai più scendere a patti con il pericolo. l © RIPRODUZIONE RISERVATA
