Gazzetta di Reggio

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L’incontro

Prove di disgelo tra Comune e Confindustria: presto un asse operativo per la Mediopadana e il nuovo casello dell’A1 tra Modena Nord e Reggio Emilia

Massimo Sesena
Prove di disgelo tra Comune e Confindustria: presto un asse operativo per la Mediopadana e il nuovo casello dell’A1 tra Modena Nord e Reggio Emilia

Un primo confronto tra la giunta e il vertice degli industriali reggiani: un mese fa l’attacco frontale della presidente Anceschi all’amministrazione

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Reggio Emilia Segnali di disgelo sull’asse piazza Prampolini-via Toschi. Comune e Confindustria tornano a parlarsi e a discutere di cose da fare per la città.

È passato poco più di un mese da quel “Mai stati tanto distanti” con cui la presidente di Confindustria Reggio Emilia Roberta Anceschi, nel suo intervento all’assemblea di fine anno dell’associazione datoriale, era entrata a gamba tesa nel dibattito politico in città dissotterrando l’ascia di guerra e con essa il caso del naufragio del progetto del Polo della Moda, caso che aveva visto sprofondare ai minimi storici i rapporti tra l’amministrazione comunale e la più importante famiglia imprenditoriale della città.

La genesi

Un mese dopo – chi avrebbe scommesso – arriva ai giornali una nota congiunta, all’esito di un incontro che, privo di grancassa come tutti quegli incontri che si vuole che contino, ha visto tornare a sedersi allo stesso tavolo i vertici di Confindustria Reggio (Roberta Anceschi, il direttore Vanes Fontana, oltre a Bruno Marconi e Alberto Seligardi) mentre a rappresentare l’amministrazione comunale c’erano il sindaco Marco Massari, il vice sindaco e assessore ai lavori pubblici Lanfranco De Franco e l’assessore all’Urbanistica Carlo Pasini. Un summit al massimo livello, quindi che arrivava dopo le feste di Natale, ma anche dopo un paio di occasioni (di dialogo) mancate che hanno visto prima uno e poi l’altro dei due attori dare a turno forfait. In prima istanza, con la botta che ancora faceva male era stato Massari a rinviare un incontro già in calendario per illustrare alle associazioni datoriali le linee guida del bilancio comunale. Poi era stata la stessa Anceschi a declinare l’invito a partecipare a una trasmissione televisiva. Venerdì scorso, invece, il tavolo si è riempiti di nuovo degli attori necessari.

Per mettere una pietra sul recente passato, ma soprattutto per dare insieme uno sguardo al futuro. Non a caso, il comunicato congiunto (su chi abbia avuto l’idea non ci sbilanciamo) alla fine è una lista di cose da fare. A vederla da via Toschi, una lista di richieste; a giudicare da piazza Prampolini, una serie di impegni per rafforzare un dialogo che ha vissuto qualche black-out anche brusco, ma non si è davvero mai interrotto. Almeno per quanto riguarda le incombenze pratiche, altrimenti dette le cose da fare. E una lista di cose da fare è ciò che ha partorito questo incontro, questo atteso momento di ricucitura tra due mondi che non potevano continuare a ignorarsi, perché a rimetterci sarebbe stata la città.

Le cose da fare

Ecco allora che l’incontro partorisce la lista delle cose da fare, con tanto di titolo, “Il futuro della città”. Un futuro che passa per visioni e progetti di lungo periodo come quelli che mirano a far sì che abbiano «un ruolo sempre più strategico della stazione Mediopadana e del Parco Innovazione»; ma anche per questioni urgenti adeguamenti infrastrutturali per l’area di Mancasale, tra cui l’accelerazione dell’iter dell’elettrodotto Terna, la realizzazione di una vasca di laminazione, manutenzioni programmate, sistema di videosorveglianza, ma anche la riqualificazione del Villaggio Crostolo», per arrivare poi al sogno comune, di lavorare per ottenere «un nuovo casello autostradale tra Reggio e Modena Nord». A margine dell’incontro, nella nota congiunta, Massari e Anceschi si sono detti decisi a continuare sulla strada del dialogo che, sottolinea il sindaco «prosegue nel rispetto dei ruoli con l’obiettivo di trovare soluzioni che sostengano il fare impresa, di qualità e ad alto valore aggiunto, a Reggio Emilia». Dal canto suo, la presidente Anceschi ha voluto sottolineare che «ora, però, è necessario avviare la fase operativa e programmata, concretizzando i primi interventi e favorendo processi rapidi ed efficienti».