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Reggio Emilia perde un altro negozio in centro storico: Pulse lascia piazza Prampolini

Alice Benatti
Reggio Emilia perde un altro negozio in centro storico: Pulse lascia piazza Prampolini

L’attività si dedicherà alla produzione di merce per aziende, scuole e privati, ma senza una sede fissa. Il titolare Lorenzo Braglia: «E’ una crisi generale, per restare al passo con il mercato bisogna cambiare»

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Reggio Emilia Un altro negozio pronto a chiudere, in un momento tutt’altro che semplice per il centro storico. Dopo dieci anni in piazza Prampolini, Pulse Urban Beats a fine gennaio abbasserà la saracinesca. «Siamo qui da dieci anni, prima ancora avevamo il negozio Mini Market – ricorda il titolare Lorenzo Braglia, imprenditore con alle spalle una lunga esperienza nel settore –. A causa dell’andamento dell’economia e delle difficoltà sempre più evidenti della vendita al dettaglio, abbiamo deciso di spostare il cuore della nostra attività. Continueremo, infatti, a operare nella produzione di merce, dalle divise aziendali ai gadget e ai materiali di rappresentanza, rivolgendoci ad aziende, scuole e privati, ma senza più una sede fisica in centro storico».

Una decisione che, ascoltandolo, appare ponderata e frutto di una riflessione maturata nel tempo. «Sono nell’imprenditoria da parecchi anni e penso che per restare al passo con il mercato bisogna aggiornarsi e cambiare – prosegue –. Dispiace per alcune dinamiche, soprattutto per i clienti storici, ma a livello di business è giusto fare questo cambiamento e non aspettare il declino totale». La comunicazione della chiusura ha suscitato molte reazioni. «Abbiamo già avvisato i clienti e alcuni ci hanno scritto o chiamato. Fa piacere perché significa che in questi anni abbiamo lavorato in modo corretto. Cercheremo comunque di portarli con noi anche nelle prossime attività».

E sulla situazione di difficoltà che sta vivendo il centro cittadino: «Sicuramente Reggio Emilia non sta attraversando un bel periodo, ma questo calo lo vediamo un po’ in tutte le città – osserva Braglia –. L’amministrazione non lo sta certamente gestendo bene, ma capisco che non sia facile e non do la colpa solo alla politica». Per lui, il problema è strutturale: «È una crisi generale della vendita al dettaglio, in tutti i settori, non solo nella moda». Il confronto con il passato, però, è inevitabile. «Quattordici anni fa Reggio era molto più viva: avevamo la coda fuori dal negozio e facevamo entrare le persone in modo contingentato». Oggi pesano la crisi economica, l’inflazione, stipendi che non crescono, la concorrenza dell’online «con sconti dodici mesi l’anno» e anche un cambio generazionale: «i ragazzini non sono più interessati alla moda come una volta». Nonostante tutto, Braglia non rinuncia a una visione per il futuro del centro storico. «C’è tanto da rimboccarsi le maniche per non farlo morire». Quanto allo spazio in piazza Prampolini, di proprietà della Curia, il passaggio di testimone è già avviato: «C’è sempre stata grande collaborazione con loro e li abbiamo aiutati a trovare chi ci rimpiazzerà. Arriverà un altro negozio storico di Reggio, che si sposterà e verrà qui».l © RIPRODUZIONE RISERVATA