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Chirurgia robotica, da Vinci Xi arriva all’Arcispedale Santa Maria Nuova: ecco i vantaggi per chi opera e chi viene operato

Chirurgia robotica, da Vinci Xi arriva all’Arcispedale Santa Maria Nuova: ecco i vantaggi per chi opera e chi viene operato

Reggio Emilia: inaugurata l’apparecchiatura destinata a cambiare l’attività di sala operatoria. Sarà usato in Urologia, Chirurgia oncologica e in quella generale

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Reggio Emilia Un nuovo passo avanti per la chirurgia dell’Arcispedale Santa Maria Nuova: da qualche settimana al 4° piano dell’Ala Nord è installato il sistema robotico da Vinci Xi, presentato questa mattina. Un’apparecchiatura destinata a cambiare l’attività di sala operatoria e l’esperienza dei pazienti, grazie alla chirurgia mininvasiva robot-assistita.

In quali reparti
Le prime specialità che vedranno il contributo del robot, a partire dai prossimi giorni, sono l’Urologia, la Chirurgia oncologica e quella generale, le cui equipe hanno subito iniziato la formazione sul campo, e altre ne seguiranno.  Da Vinci diviene uno strumento avanzato a supporto dei professionisti, da tempo divenuti esperti in tecniche mininvasive ad alta complessità, con numerosi vantaggi rispetto alla chirurgia sia tradizionale che laparoscopica.

Cosa cambia per pazienti e chirurghi
Per il paziente i benefici consistono nelle dimensioni più piccole delle incisioni, con migliori risultati estetici, minore ricorso a trasfusioni, minore dolore post-operatorio, riduzione dei tempi di ospedalizzazione e ritorno più rapido alla normalità. Ai chirurghi da Vinci offre più semplice accesso a sedi anatomiche difficoltose, migliore capacità di visualizzazione, più accuratezza nelle procedure demolitive e in quelle ricostruttive, oltre a tempi operatori ridotti.  

Quanto è costato
L’acquisizione del sistema ha avuto un iter di un paio d’anni, necessari a definire i dettagli del progetto e assicurarne la copertura finanziaria per un investimento pari a € 2.391.200 comprensivi di Iva. Di questi, un milione è stato messo a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna, mezzo milione dalla Fondazione Manodori, la restante parte è stata coperta grazie a tre importanti lasciti di altrettanti cittadini reggiani, in particolare del Signor Ugo Ughetti, della signora Gianna Tedeschi, della signora Alma Bellentani. Al costo si aggiunge la cifra di circa mezzo milione di euro a carico dell’Azienda Sanitaria per i cinque anni di noleggio del tavolo operatorio, dotato di specifica sincronizzazione al robot, e per l’hardware che gestisce la simulazione guidata, indispensabile alla formazione dei professionisti.

Come funziona
È uno dei primi sistemi per la chirurgia mininvasiva robot-assistita e giunge ormai alla quarta generazione tecnologica, sviluppata sul concetto di interfaccia immersiva. Da Vinci è l’unico sistema robotico che traduce i movimenti del chirurgo in modo intuitivo, consentendo un controllo completo della fibra ottica e dello strumentario e offrendo una visione tridimensionale ingrandita sino a 10 volte, così che il chirurgo - senza occhiali o altre apparecchiature - possa valutare in modo ottimale le parti anatomiche e vivere l'intervento come se si trovasse all'interno del corpo del paziente.
 



Come è fatto
Sono tre i principali elementi di cui si compone:

  • console chirurgica, che è centro di controllo dotato di fibra ottica, manipolatori e pedali;
  • carrello del paziente, dotato di quattro braccia mobili e interscambiabili, dedicate al supporto della fibra ottica e degli strumenti con diametro da 8 mm sino a 12 mm;
  • carrello per la visione che ospita l'unità centrale di elaborazione dell’immagine.

Con il chirurgo che prende posto davanti alla console, il sistema computerizzato trasforma il movimento delle mani in impulsi convogliati alle braccia robotiche, eliminando il tremore fisiologico e i movimenti involontari. Inoltre, da Vinci può contare su un sistema di posizionamento tramite laser che ottimizza l’esecuzione dell’operazione sulla base delle effettive necessità, potendo svolgere interventi complessi in più sedi anatomiche (chirurgia multiquadrante), senza spostare il paziente né il robot. Al vantaggio della riduzione del tempo operatorio, si aggiunge la piena compatibilità della nuova tecnologia con le dotazioni mediamente presenti nelle sale operatorie. La fase di formazione degli operatori avviene attraverso la guida del simulatore virtuale utile alla formazione sul campo e al mantenimento nel tempo di performance elevate, con il continuo aggiornamento dei casi.

Quanti ne esistono
A dicembre 2024, sono oltre i 9.000 le piattaforme da Vinci distribuite negli ospedali di 6 continenti e in 71 paesi; dopo gli Stati Uniti, in cui sono presenti 5.000 sistemi robotici, l’Europa rappresenta il secondo mercato con più di 1.500 installazioni.  Ad oggi in Italia sono installati oltre 200 sistemi da Vinci e nel 2024 oltre 50.000 pazienti hanno potuto beneficiare delle sue prestazioni.
 



L’assessore regionale Massimo Fabi
«L’arrivo del sistema robotico da Vinci Xi all’Arcispedale Santa Maria Nuova - sottolinea l’assessore regionale alle politiche per la salute Massimo Fabi- rappresenta molto più di una strumentazione tecnologica altamente innovativa: è un investimento che rafforza la nostra sanità territoriale, valorizza e supporta le competenze dei professionisti e conferma la volontà della Regione di garantire alle persone cure sempre più appropriate, avanzate e personalizzate. È così che intendiamo la modernizzazione del sistema sanitario, come strumento per migliorare concretamente gli esiti di cura, ridurre l’impatto degli interventi sui pazienti e assicurare percorsi assistenziali di qualità elevata e omogenea su tutto il territorio. Il valore di questo progetto risiede anche nella straordinaria alleanza tra istituzioni, fondazioni e cittadini. Il contributo della Regione, affiancato da quello della Fondazione Manodori e dai lasciti di generosi cittadini e cittadine reggiani, testimonia una comunità che crede nella propria sanità pubblica e sceglie di investirvi con responsabilità e fiducia».

Il presidente della Provincia

«Oggi celebriamo l’arrivo in provincia di un nuovo punto di eccellenza per la sanità del nostro territorio – ha dichiarato il Presidente della Provincia di Reggio Emilia Giorgio Zanni –, un risultato che conferma e rafforza il percorso di qualificazione della nostra rete sanitaria provinciale. Una rete che tiene insieme grandi poli ospedalieri di eccellenza e servizi e strutture territoriali di prossimità, capaci di dialogare tra loro e di rispondere ai bisogni delle persone lungo tutto il percorso di cura. È da questa integrazione che prende forma la visione di sanità che vogliamo per il nostro territorio: pubblica, accessibile, di qualità e vicina alle comunità, senza lasciare inascoltato nessuno. Un ringraziamento va ai professionisti che potranno operare con strumenti e performance ancora migliori grazie a questa tecnologia, alla Fondazione Manodori e ai cittadini e alle cittadine che hanno contribuito al finanziamento di questo improntate progetto, scegliendo di investire una volta ancora sulla sanità pubblica e dimostrando, con un gesto concreto, fiducia nei professionisti, nelle istituzioni e nel valore di una sanità che continui ad essere patrimonio pubblico inestimabile di tutta la comunità».


Fondazione Mandorori
«Investire sulla salute pubblica è una priorità per la Fondazione Manodori - ha dichiarato il Presidente Leonello Guidetti – E lo è in particolare per un'attrezzatura di assoluta avanguardia come il Robot Chirurgico, che avrà una notevole rilevanza per tutto il nostro territorio e non solo. Siamo felici di poter contribuire all'innovazione del nostro Arcispedale e a potenziare l'aggiornamento tecnologico con strumenti di diagnosi e di cura essenziali per i cittadini«.


Il sindaco
«Si tratta di un traguardo importante che rilancia l’impegno della sanità reggiana nell’adeguamento tecnologico finalizzato a mantenere standard di cura elevati all’interno del nostro ospedale. Occorre infatti sottolineare come l’innovazione al servizio di alcune specialità chirurgiche offre oggi possibilità terapeutiche in grado di personalizzare gli interventi e saper cogliere tali opportunità significa confermarsi reattivi e recettivi. Sapere che questo importante passo avanti sia stato reso possibile grazie a finanziamenti pubblici e a donazioni private conferma una volta di più che nel nostro territorio la tutela della qualità del sistema sanitario pubblico è un impegno che ci assumiamo tutti insieme» ha dichiarato il Sindaco di Reggio Emilia, Marco Massari.

Il direttore generale dell’Ausl

 “Il suo impiego” ha dichiarato il Direttore generale Davide Fornaciari “consentirà di rafforzare l’appropriatezza dei percorsi e favorire una maggiore personalizzazione del trattamento potenziandone le possibilità terapeutiche. La sua introduzione è accompagnata da programmi specifici di formazione e da una pianificazione organizzativa mirata, con l’obiettivo di garantire adeguati standard di sicurezza e un accesso equo all’innovazione tecnologica”.