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Il lutto

È morto a 92 anni Agostino Corradini: nel 1953 sua la scritta allo Stelvio «W Fausto» per Coppi al Giro d’Italia

Adriano Arati
È morto a 92 anni Agostino Corradini: nel 1953 sua la scritta allo Stelvio «W Fausto» per Coppi al Giro d’Italia

Scandiano: il ciclista è stato a lungo protagonista dei circuiti internazionali del ciclismo giovanile e poi amatoriale

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Scandiano E’ morto ieri il 92enne Agostino Corradini, detto “Gana” o “Ganein”, una delle figure più belle e affascinanti del mondo del ciclismo reggiano. Divenne celebre a livello mondiale nel 1953 grazie alla famosissima foto con la scritta “W Fausto” tracciata nella neve sul passo dello Stelvio, durante una delle tappe più leggendarie del Giro d’Italia, quella vinta da Fausto Coppi in solitaria. Agostino lascia una figlia. Non vi sarà un funerale vero e proprio: la salma di Corradini sarà esposta oggi nella cappellina della residenza per anziani Al Parco.

«È stata una grande persona, un riferimento per generazioni, un protagonista del mondo del ciclismo e mancherà a tutti. Ricordarlo è doveroso», lo saluta Gianpaolo Tedeschi dell’Associazione nazionale ex corridori ciclisti. Guidato da un infinito amore per le bici, Corradini è stato a lungo protagonista dei circuiti internazionali del ciclismo giovanile e poi amatoriale, proseguendo successivamente la sua attività come dirigente energico e vitale, per decenni a fianco di tanti giovani atleti. Sin da bambino era chiamato “Gana”, spesso trasformato nel più dialettale “Ganein”, come omaggio alla sua grande velocità sulle due ruote, paragonata a quella del pioniere Luigi Ganna, uno dei grandi campioni delle origini, vincitore del primo Giro d’Italia. Gli abitanti delle piazze centrali organizzavano piccole gare, tre giri di piazza Spallanzani restando sotto ai portici, con un gelato in premio. Vinceva sempre Agostino, e il gelato era per tutti. Nella sua carriera, di cui conservava con affetto tanti cimeli e fotografie, aveva girato il mondo per competere in gare in bici, di sci e nelle corse a piedi. Triplice campione italiano Uisp, altrettante volte trionfatore nel cicloturismo, ha affrontato 24 volte la Marcialonga, tre la Vasaloppet, tre la Finlandia Hiihto, due la Maratona di New York e un’altra cinquantina di maratone. A portarlo nel mito fu il viaggio del giugno 1953 fino al passo dello Stelvio, per tifare il proprio idolo Adolfo Leoni. Per incoraggiare il compagno di squadra di Leoni, l’Airone della leggenda Fausto Coppi, scrisse “W Fausto” nella neve di quella giornata gelida. Gli scatti che ritraggono Coppi mentre si gira e guarda l’incitazione fanno parte del pantheon del ciclismo eroico di quegli anni, come quelli delle sfide tra Coppi, Bartali e Koblet.l Adr. Ar. © RIPRODUZIONE RISERVATA