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La confessione Kanye West sul Wall Street Journal: «Sono malato, non antisemita»

Nicolò Valli
La confessione Kanye West sul Wall Street Journal: «Sono malato, non antisemita»

Il rapper suonerà alla Rcf Arena Campovolo di Reggio Emilia il 18 luglio: in una lunga lettera racconta di essere bipolare

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Reggio Emilia Una pagina comprata sul Wall Street Journal, uno dei quotidiani più popolari dell’America, per scusarsi in merito alle proprie posizioni antisemite tenute negli anni e manifestate pubblicamente con svastiche e magliette celebrative del nazismo. Kanye West, il rapper che si esibirà il prossimo 18 luglio alla Rcf Arena di Reggio, torna a far discutere. Nella lunga lettera, pubblicata nei giorni in cui il mondo ricorda lo sterminio degli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale, e qualche giorno prima del nuovo album “Bully”, Ye si apre al pubblico spiegando di essere bipolare a causa di un incidente stradale. Un episodio da cui è scaturita la malattia che per diverso tempo lo ha colpito e da cui non si è ancora ripreso del tutto. Ye dedica la sua lettera “a coloro che ho ferito” e spiega: «Venticinque anni fa sono rimasto coinvolto in un incidente automobilistico che mi ha rotto la mascella e ha causato una lesione al lobo frontale destro del mio cervello. All’epoca l’attenzione era rivolta ai danni visibili: la frattura, il gonfiore e il trauma fisico immediato. La lesione più profonda, quella all’interno del cranio, passò inosservata».

Da lì, un senso di vuoto e un cambiamento nella personalità dell’artista, che lo ha portato ad avvicinarsi alle idee politiche di estrema destra: «La possibilità di una lesione al lobo frontale non venne mai presa in considerazione. La diagnosi corretta è arrivata solo nel 2023. Questa negligenza medica ha causato gravi danni alla mia salute mentale e ha portato alla diagnosi di disturbo bipolare di tipo 1 – si legge sul giornale – .Il disturbo bipolare ha un proprio sistema di difesa: la negazione. Quando sei in fase maniacale non pensi di essere malato». In quel momento è iniziato il declino di West, almeno da un punto di vista privato; quei drammatici momenti West li racconta in questa lettera e fanno capire tante cose sull’artista che doveva venire a Reggio nel 2023 salvo poi fare marcia indietro e che si esibirà la prossima estate davanti a 100mila spettatori: «Ho perso il contatto con la realtà. Le cose sono peggiorate più a lungo ho ignorato il problema. Ho detto e fatto cose di cui mi pento profondamente. Alcune delle persone che amo di più le ho trattate nel modo peggiore. In quello stato frammentato, mi sono aggrappato al simbolo più distruttivo che riuscissi a trovare, la svastica, arrivando perfino a vendere magliette che la riportavano. Uno degli aspetti più difficili del disturbo bipolare di tipo 1 sono i momenti di disconnessione che portano a giudizi sbagliati e comportamenti sconsiderati, che spesso sembrano un’esperienza fuori dal corpo. Mi pento e sono profondamente mortificato per le mie azioni in quello stato, e sono impegnato nell’assunzione di responsabilità, nelle cure e in un cambiamento reale. Questo però non giustifica ciò che ho fatto. Non sono un nazista né un antisemita. Amo le persone ebree». Quello che si legge è uno Ye profondamente nuovo, pentito, che guarda avanti partendo dai suoi carie dalla musica: «Mentre trovo un nuovo equilibrio e un nuovo centro grazie a un regime efficace di farmaci, terapia, esercizio fisico e vita sana, ho raggiunto una chiarezza nuova e necessaria. Sto convogliando le mie energie in un’arte positiva e significativa: musica, abbigliamento, design e altre nuove idee per aiutare il mondo. Non chiedo compassione né un lasciapassare, anche se aspiro a guadagnarmi il vostro perdono. Scrivo oggi – conclude – semplicemente per chiedere pazienza e comprensione mentre cerco di ritrovare la strada di casa».l © RIPRODUZIONE RISERVATA