«Maschio alfa e ipocrita», Letizia Davoli valuta la denuncia dopo la bagarre in consiglio comunale a Reggio Emilia
E intanto è scontro tra le forze d’opposizione. Il consigliere Aragona (Fdi) a De Lucia: «Sottintende che è corretto attaccarla perché fascista»
Reggio Emilia La solidarietà alla consigliera di Fratelli d’Italia divide le forze di opposizione. Non si placa la bagarre dopo il Consiglio comunale di lunedì pomeriggio (26 gennaio) durante il quale il consigliere di Avs (Alleanza Verdi Sinistra) Alessandro Miglioli si è rivolto al presidente Matteo Iori chiedendogli: «Faccia chiudere il becco alla consigliera Davoli». Il contesto era la discussione dell’ordine del giorno urgente presentato dalla consigliera del Pd Luisa Carbognani sulla presa di distanze dall’eventualità che gli agenti Ice potessero arrivare dagli Usa in Italia per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina. La seduta del Consiglio comunale è stata molto concitata e il presidente Iori ha invitato a lasciare parlare i consiglieri che stavano intervenendo al microfono. Finché Miglioli non ha pronunciato la frase che ha scatenato il putiferio e su cui le opposizioni ora si dividono. Frase per cui Miglioli si è scusato dalle colonne della Gazzetta, pur puntualizzando: «La destra stava cercando di impedire il mio intervento da vari minuti».
Coalizione Civica
«Coalizione Civica esprime solidarietà alla consigliera Letizia Davoli per quanto avvenuto durante la seduta del Consiglio comunale - spiega il consigliere Dario De Lucia -. Questo linguaggio non è adeguato a un’istituzione e non può essere normalizzato come se fosse un’esagerazione del momento: è una frase che richiama un registro di zittimento, tanto più grave perché pronunciata davanti alla città, in una plenaria pubblica. A rendere la scena ancora più preoccupante è stato il silenzio che ne è seguito: a parte la consigliera Pd Fabiana Montanari, nessuna donna o uomo del Pd ha preso parola in difesa della dignità del confronto e della consigliera Davoli, e questo è un brutto segnale. Noi non condividiamo nulla delle posizioni di Fratelli d’Italia e siamo geneticamente diversi per valori, visione e idea di società, ma di fronte a un fatto compiuto a cui abbiamo assistito personalmente non ci voltiamo dall’altra parte: la correttezza istituzionale e il rispetto delle persone vengono prima delle appartenenze. Chiediamo che tutte le forze politiche di maggioranza prendano una posizione pubblica e netta: il confronto può essere duro, ma deve restare rispettoso, e chi supera il confine deve essere richiamato senza ambiguità». Il consigliere Dario De Lucia, aveva poi affermato in prima battuta: «Puoi essere contrario ai fascisti senza portare offese e sessismo nelle istituzioni».
Fratelli d’Italia
Una presa di posizione che il consigliere di Fratelli d’Italia Alessandro Aragona definisce ambigua, perché, «in realtà, sottintende che è corretto attaccarla perché fascista. Più che una reale testimonianza di vicinanza, una mera strumentalizzazione per questioni di concorrenza sul medesimo elettorato di Alleanza Verdi e Sinistra, di cui il consigliere De Lucia ha la medesima cultura estremista e antidemocratica. Una grande tristezza».Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia si stringe intorno alla consigliera Davoli dopo «lo spettacolo deprecabile e degradante messo in scena dal capogruppo di Avs contro la consigliera Davoli».
Le parole di Letizia Davoli
«Un insulto sessista da maschio alfa, intollerabile sempre, ma più che mai in una sede istituzionale - commenta la consigliera Davoli -. Queste parole, uscite in un momento di perdita di controllo del consigliere Miglioli per una discussione particolarmente animata, non sono un lapsus, ma il sintomo di un’abitudine radicata di disprezzo della donna, incompatibile con chi si erge a paladino del femminismo, della democrazia e dei diritti. Miglioli e tutta la maggioranza di sinistra, che non si è dissociata dalle sue parole, si sono smascherati per ciò che sono davvero: ipocriti che predicano inclusione e rispetto, ma praticano sessismo e arroganza contro gli avversari quando la discussione li vede perdenti». «Queste offese sessiste non escono "per caso" - ribadisce la Davoli - ma riflettono un atteggiamento radicato nel quotidiano. La prossima volta che si parla rispetto e diritti delle donne, ovunque sia il dibattito, Miglioli ricordi quanto ha detto in Consiglio, e rimanga dignitosamente in silenzio. E mi spiace anche constatare il silenzio complice di gran parte delle donne della maggioranza: a quanto pare, il sessismo esiste solo quando fa comodo alla sinistra delle femministe a giorni alterni». Davoli ricostruisce l’accaduto: «Miglioli ha iniziato il suo intervento ribattendo al mio e affermando cose gravissime sui giornalisti. Ho detto a Miglioli di non dire falsità e lui ha chiesto al presidente di farmi chiudere il becco. In quel momento mi sono alzata in piedi e ho ribattuto: "Non ti permettere". Il mio errore è stato non chiedere la replica al presidente, ma ciò non giustifica quella frase al mio indirizzo». La consigliera sta valutando se sporgere denuncia. «Questo episodio vergognoso - aggiunge il capogruppo di FdI Cristian Paglialonga - rappresenta un attacco non solo alla consigliera Davoli, ma a tutte le donne impegnate in politica e nella società».