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Dai monti reggiani alla Sorbona: doppia laurea per Gaia e la voglia di tornare

Luca Tondelli
Dai monti reggiani alla Sorbona: doppia laurea per Gaia e la voglia di tornare

Nonostante gli anni vissuti tra Roma e Parigi, Gaia ha mantenuto un legame forte e continuo con Castelnovo Monti e con il suo territorio

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Castelnovo Monti C’è un filo sottile ma forte che lega l’Appennino reggiano all’Europa, fatto di partenze necessarie, studio, sacrificio e – talvolta – di ritorni consapevoli. È il filo che attraversa il percorso di Gaia Elisabetta Bianchi, giovane castelnovese che ha recentemente conseguito una prestigiosa doppia laurea in due tra i più importanti atenei europei: l’Università “La Sapienza” di Roma e la Sorbonne Université di Parigi. Un traguardo accademico di altissimo livello, costruito all’interno di un percorso di codiploma internazionale che ha unito la Facoltà di Lettere e Filosofia della Sapienza – Dipartimento di Lettere e Culture Moderne, corso di laurea in Filologia Moderna – con il Master de recherche LLCE – Études italiennes della Sorbona. Un lavoro di ricerca intenso e appassionato, dedicato alla scrittura letteraria e drammatica di Cristina Trivulzio di Belgiojoso, seguito a Roma dalla professoressa Silvia Tatti e a Parigi dal professor Andrea Fabiano.

Ma la storia di Gaia non è solo una storia di eccellenza universitaria. È anche, e forse soprattutto, una storia di radici. Nonostante gli anni vissuti tra Roma e Parigi, Gaia ha mantenuto un legame forte e continuo con Castelnovo Monti e con il suo territorio. Un rapporto coltivato anche attraverso la collaborazione con il Comitato Gemellaggi, partecipando a iniziative culturali e scambi internazionali che hanno contribuito a portare l’Appennino reggiano oltre i suoi confini geografici. Il suo percorso racconta una traiettoria comune a molti giovani di queste terre: partire per formarsi, confrontarsi con il mondo, acquisire competenze e sguardi nuovi, per poi spesso scegliere – o desiderare – di tornare “a casa”, mettendo a disposizione del territorio ciò che si è imparato altrove. Non un ritorno nostalgico, ma un atto di responsabilità e di fiducia verso una comunità che ha investito nella scuola, nella cultura, nei giovani. In questa storia c’è anche l’orgoglio composto di una famiglia che ha creduto nel valore dello studio come strumento di crescita personale e collettiva, e di un territorio che, attraverso le sue scuole e le sue iniziative culturali, continua a formare cittadini capaci di muoversi nel mondo senza perdere il senso di appartenenza. Un territorio nel quale sulla formazione dei ragazzi si continua a investire molto: a Castelnovo sono presenti quasi tutti gli indirizzi delle scuole superiori e presto approderà anche la formazione post-diploma con l’annunciata attivazione dell’ITS dedicato a due anni di specializzazione sulla prevenzione del rischio idraulico, protezione del territorio ed energia. Valorizzare esperienze come quella di Gaia Elisabetta Bianchi significa raccontare Castelnovo Monti come un luogo che sa dialogare con l’Europa, che investe nei giovani e che può essere punto di partenza e di ritorno. l © RIPRODUZIONE RISERVATA