Il prof che sfida il sondaggio Azione studentesca: «Io di sinistra, schedatemi pure»
Giorgio Peloso Zantaforni, docente di liceo, ha girato il video divenuto virale «Vogliono intimidire la libertà d’insegnamento, ora ci metto la faccia»
In questi giorni l’insegnante di lettere Giorgio Peloso Zantaforni si è trovato al centro di un acceso dibattito pubblico dopo la pubblicazione di un video sul suo profilo Instagram che ha rapidamente fatto il giro del web e dei principali media nazionali. Docente di un liceo a San Donà di Piave, Peloso Zantaforni ha risposto con una provocazione diretta a una campagna di volantinaggio fatta fuori da molti istituti scolastici italiani, promossa da Azione Studentesca, un movimento giovanile legato a Fratelli d’Italia. Il volantino conteneva un Qr code, che, una volta inquadrato, dava accesso ad un questionario dedicato agli studenti che chiedeva di segnalare professori (senza però fornirne le generalità) “di sinistra” nelle scuole. Nel video — che ha raggiunto decine di migliaia di visualizzazioni e commenti in pochi giorni — Peloso Zantaforni si presenta con tono deciso: “Mi chiamo Giorgio Peloso Zantaforni, sono un insegnante di sinistra. Schedatemi pure”, trasformando così la richiesta di “schedatura” politica in una dichiarazione di trasparenza e orgoglio. Questa reazione ha generato discussioni accese non solo tra studenti e genitori, ma anche nel panorama politico e culturale italiano, con reazioni da parte di esponenti politici e commentatori sulla libertà d’insegnamento e sul ruolo della scuola nella società contemporanea. Abbiamo chiesto al professor Peloso Zantaforni, le motivazioni alla base del suo gesto che gli hanno dato una grande notorietà.
Professore, che effetto le fa essere il personaggio del momento? Si dice che lei abbia avuto coraggio…
«Ma francamente non mi sento il personaggio del momento e più che coraggio ho avuto semplicemente voglia di dire la mia dopo che quel volantino mi ha fatto saltare sulla sedia. Mi è parso subito un sondaggio che volesse intimidire chi non la pensa come il partito di maggioranza. Qualcuno ha negato questo, dicendo che non era richiesto di mettere nome e cognome dei professori comunisti. Ma se non è intimidazione questa. Personalmente ero profondamente indignato dal fatto che il test chiedesse di riportare se ci sono professori che fanno propaganda di sinistra e descriverne i casi più eclatanti dove questa viene fatta. Quindi, dopo essermi confrontato anche con alcuni miei colleghi, ho deciso di metterci la faccia e attraverso il canale Instagram “Sconcerto grosso” ho girato il video».
Lei si è fatto un’idea di cosa potesse voler dire nel volantino “fare propaganda di sinistra”?
«Ma intanto voglio capire perché fare propaganda di destra attraverso la diffusione di quel volantino tra gli studenti vada bene e leggere a un libro che è stato scritto da un autore comunista come Marx no, va forse segnalato? Propaganda significa indurre gli studenti a votare da una parte o dall’altra, per esempio, cosa che né io né i mie colleghi ci guardiamo bene di fare. Trasmettere cultura non è fare propaganda. Mi piacerebbe che chi è intervenuto anche tra i politici chiarisca. Forse far leggere ai ragazzi un testo come “La salubrità dell’aria” di Parini dove il poeta afferma la non salubrità delle strade milanesi e mettere in relazione questo testo con l’attualità, riallacciandosi ai temi dei cambiamenti climatici, è fare propaganda comunista? Io credo che sia semplicemente fare educazione civica, cercando di sviluppare negli studenti una coscienza critica. Non ho paura a dirlo: visto il questionario del volantino, proveniente da un gruppo di giovani che appartengono a Fratelli d’Italia, direi che si palesi la volontà di creare cittadini sempre meno consapevoli, sempre meno attenti a questioni sociali, sempre meno critici nei confronti del potere. Quello che si vuole cancellare non è solo il sale della democrazia, ma è anche il sale del mio lavoro».
Cosa pensano i suoi studenti di quanto è accaduto? Ne ha parlato con loro?
«Certo che ne ho parlato con i miei studenti. Vedono che il mio video è diventato virale. Tra di loro ovviamente c’è chi ha idee politiche opposte ma tutti mi hanno detto “prof, tutto quanto sta succedendo è assurdo e grave”».
Della diffusione di questi volantini si sapeva. Eppure c’è voluto il suo video per far muovere la politica.
«Ma infatti tutto questo è vergognoso. Giovanni Donzelli, attuale responsabile nazionale dell’organizzazione di Fratelli D’Italia, ha il coraggio di difendere questo sondaggio. Siamo seri».
Lei ha affermato che si è trattato di nuove “liste di proscrizione”.
«Ovviamente la mia è stata una metafora politica per dire che noi docenti ci siamo sentiti come una sorta di “nemici pubblici”. Ora, io non credo che il fascismo torni nella modalità in cui l’abbiamo conosciuto. E se arrivasse invece con un Qr code, che serve a intimidire, segnalare, ghettizzare? A me pare palese la volontà di ridurre il pensiero critico, creando una poltiglia indistinta di opinioni, sicuramente più facile da manipolare».
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