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Dall’inserto Scuola2030

Minisini, l’atleta che ha aperto la strada agli uomini nel nuoto artistico: «Oggi supporto i ragazzi contro ogni pregiudizio»

Lucilla Anceschi*
Minisini, l’atleta che ha aperto la strada agli uomini nel nuoto artistico: «Oggi supporto i ragazzi contro ogni pregiudizio»

Il campione olimpico, ospite al Mapei Stadium, si racconta a Scuola2030

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Giorgio Minisini, campione mondiale di nuovo artistico, hai spiegato che da bambino hai iniziato a fare uno sport che consideravi normale senza sapere che, agli occhi del mondo, era visto invece come strano per un maschio. Cos’è che ancora si fatica a capire e cosa vuoi dire ai giovanissimi affascinati dal nuoto artistico come lo sei stato tu?

«All’inizio ho dovuto dimostrare di saperlo fare questo sport, proprio perché ero un uomo. Poi, paradossalmente, è stato abbastanza semplice, anche perché ero l’unico. La vera difficoltà stava nel fatto che le strutture di allenamento e tutto l’apparato tecnico erano pensati esclusivamente per le donne. Per i ragazzi di oggi c’è ancora molto lavoro da fare e da costruire, e io personalmente non ho alcuna intenzione di lasciarli soli. Anche perché, in un certo senso, se hanno iniziato è anche “colpa” mia. Voglio che possano vivere la migliore esperienza possibile, supportandoli e aiutandoli a creare nuovi metodi di allenamento e di giudizio, offrendo loro una spalla su cui appoggiarsi».

Com’è la tua vita ad oggi al di fuori della piscina?

«In realtà, dalla piscina non sono mai uscito. Faccio parte del gruppo sportivo “Fiamme Oro” con cui collaboro al “progetto Filippide”, un programma di allenamento sportivo per ragazzi con disabilità cognitive».

Dopo tanti anni, che consiglio ti sentiresti di dare ai giovani sportivi che subiscono giudizi simili a quelli che hai ricevuto tu?

«Sicuramente è fondamentale tenere a mente il pensiero che passerà e che le cose andranno meglio, perché alcuni anni sono davvero difficili e sembra che nulla cambi mai. Oggi posso dire che tutte le persone che mi hanno bullizzato o preso in giro nel corso degli anni non fanno più parte della mia vita e non hanno alcun ruolo significativo. È importante sapere che quelle che resteranno sono quelle che contano davvero, e quindi non lasciare che siano gli altri a scegliere per noi. Ogni volta che mi lasciavo abbattere dai giudizi e dalle prese in giro, pensando di mollare, mi rendevo conto che stavo mollando per loro, e non ne vale la pena. Perché tutta la nostra vita la passiamo con noi stessi e con le persone veramente importanti: bisogna quindi imparare a scegliere prima noi stessi che gli altri».

*Studentessa del liceo Chierici

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