Trova l’auto con un finestrino spaccato e un uomo che ci dorme dentro
Reggio Emilia: è successo in via Chiesi zona Ospizio, in un parcheggio condominiale
Reggio Emilia «Le spaccate alle auto in questa zona sono frequenti. Ma che qualcuno infranga un finestrino non per rubare, bensì per usare la macchina come giaciglio, mi mancava. È una novità, che ci rivela dove sta andando la nostra società». È quanto afferma un residente di 56 anni di via Chiesi, nel quartiere della stazione storica, dove nella notte tra giovedì e venerdì la polizia ha sorpreso uno sconosciuto mentre dormiva su un suv usato come posto letto. Si registra anche questo fenomeno, tra le decine di senzatetto che cercano riparo dal freddo invernale.
Una pattuglia della Squadra Volante della polizia, impegnata nel consueto controllo del territorio, ha notato la Toyota Rav con il finestrino anteriore destro infranto in un parcheggio condominiale di via Chiesi, la traversa che collega via Turri a via Emilia Ospizio. L’uomo, svegliato bruscamente dai poliziotti, ha ammesso di aver commesso la spaccata e di essersi introdotto nella vettura con l’intenzione di trascorrere la nottata. Il controllo eseguito dagli agenti pare aver confermato la versione dell’estraneo: difatti, a parte il vetro infranto, non c’era niente fuori posto all’interno dell’abitacolo e da una perquisizione personale il fermato non aveva addosso oggetti non suoi. Dai documenti del suv i poliziotti sono risaliti al legittimo proprietario, che è stato contattato e informato dell’accaduto; ieri mattina il padrone dell’auto si è recato a sporgere denuncia, indispensabile per l’assicurazione che coprirà le spese di ripristino del finestrino – e magari anche di pulizia.
«Le spaccate alle auto per miseri bottini sono all’ordine del giorno – commenta il residente nello stesso palazzo – Un anno fa in questa stessa strada c’erano stati anche casi clamorosi, come quando è stato svuotato un furgone pieno di attrezzatura trafugata per un valore di 5mila euro. Stavolta però è diverso. Per fortuna polizia e forze dell’ordine passano di continuo». Da notare, prosegue il 56enne, che il suv era «in un parcheggio condominiale che è aperto: prima c’era una sbarra che il Comune ci ha obbligato a togliere perché è un posteggio privato ad uso pubblico. Perciò ora è tutto aperto. Non ci si può nemmeno proteggere di notte». l © RIPRODUZIONE RISERVATA
