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Daria Bignardi apre Festivalove con “Storia della mia solitudine”

Daria Bignardi apre Festivalove con “Storia della mia solitudine”

La giornalista sarà ospite martedì sera alle 21 al teatro Boiardo

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Scandiano Una sera per ragionare sulla solitudine del mondo e aprire le danze dell’edizione 2026 di Festivalove, il vasto festival culturale di Scandiano ormai tappa attesissima per tutti gli appassionati emiliano-romagnoli e non solo. Martedì 3 febbraio, alle 21 al teatro Boiardo è in programma la serata “Storia della mia solitudine” con la giornalista e conduttrice televisiva Daria Bignardi, un monologo scritto appositamente per l'occasione nel quale verrà raccontata la genesi del libro “Nostra solitudine”, pubblicato nel novembre 2025 per Mondadori. La serata servirà anche come momento introduttivo per Festivalove Innamorati a Scandiano 2026, che come di consueto si terrà nell’ultimo fine settimana di maggio, da venerdì 29 a domenica 31 maggio.

Prima dell'intervento della Bignardi, sul palco del Boiardo saliranno il sindaco Matteo Nasciuti, l'assessora alla cultura Lorena Lanzoni e l'assessora al Commercio e turismo Silvia Venturi, che in dialogo con gli attori Emanuele Aldrovandi ed Eleonora Giovanardi – conduttori dell’annata 2025 – presenteranno la manifestazione 2026. A chiudere, l’ospite d’onore Bignardi, che parlerà del suo ultimo libro, figlio di un’esperienza che l’ha portata per diverso tempo lontano dalle redazioni e dagli schermi.

L’obiettivo, ambizioso, era provare a dare una risposta al quesito: «Come si fa oggi a stare nel mondo? A trovare un posto adatto a noi che siamo consapevoli di essere privilegiati ma dobbiamo fare i conti anche coi nostri, di traumi, piccoli o grandi, oltre che con quelli giganteschi di chi è oppresso, povero, svantaggiato. Ci si vergogna a dire di sentirsi soli, ma lo siamo sempre di più». Si punta in alto, ancor più in anni di stravolgimenti come quelli che si stanno vivendo. «È vero che negli ultimi anni il mondo sembra così complesso e in trasformazione che è diventato più importante capirlo, anche per capire noi stessi», spiega non a caso la Bignardi.

«I periodi storici, l’economia, la politica, incidono sempre più di quanto ci rendiamo conto nelle nostre vite private, in come ci sentiamo e nelle scelte che facciamo. Mi sembra che oggi, per chi scrive e racconta, sia impossibile non guardare al mondo attorno a noi». La Bignardi lo ha guardato direttamente, con una lunga serie di viaggi e di ritorni: «Tutto cambia continuamente. Ci sono luoghi dove una volta non si poteva andare e oggi sono accessibili, come la Siria da dove sono appena tornata, e viceversa. I confini crescono, come dice lei. Altri si aprono. Ci sono più voli per ovunque, ma luoghi nei quali abbiamo sempre viaggiato con facilità, penso agli Stati Uniti, oggi ci mettono ansia», racconta. In questi vortici, la solitudine oggi è davvero possibile? Ed è un problema o un privilegio? «Dipende da quale. La beata solitudine è una conquista, la solitudine nera può essere angosciante. E no, non è necessariamente un problema, anzi. Può essere un luogo dove riposare, ricaricarsi, riflettere e anche stare in ascolto del battito del cuore del mondo». L’iniziativa è a ingresso gratuito, con prenotazione necessaria sul portale web Eventbrite.

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