Gazzetta di Reggio

Reggio

L’evento

Milano-Cortina, tre anestesisti reggiani in servizio alle Olimpiadi: «Un orgoglio per la nostra sanità»

Ambra Prati
Milano-Cortina, tre anestesisti reggiani in servizio alle Olimpiadi: «Un orgoglio per la nostra sanità»

Reggio Emilia: i medici sono stati scelti dal Niguarda e hanno frequentato un corso per un anno. Andrea Viani assegnato a Milano, Federico Bizzarri ed Emanuele Gresia a Livigno

4 MINUTI DI LETTURA





Reggio Emilia «Abbiamo cercato e voluto quest’esperienza. L’entusiasmo è notevole. Siamo davvero felici di esserci. È per noi un orgoglio rappresentare la sanità reggiana ai venticinquesimi Giochi Olimpici Invernali: speriamo di portare alto il nome della nostra città». Questo lo stato d’animo di Emanuele Gresia, 41 anni, residente a Canali, uno dei tre anestesisti rianimatori in servizio al Santa Maria Nuova di Reggio Emilia selezionati tra migliaia di aspiranti dal distretto lombardo per organizzare la macchina dei soccorsi di Milano-Cortina 2026, le Olimpiadi sulla neve che si svolgeranno dal 6 al 22 febbraio. Gli altri due colleghi anestesisti specialisti in rianimazione e terapia intensiva, anch’essi giovani, sono il dottor Andrea Viani, 35 anni in servizio in città e a Castelnovo Monti, e il dottor Federico Bizzarri, 41 anni responsabile del blocco operatorio dell’arcispedale.

Viani è stato assegnato agli impianti sportivi di Milano, come il palazzetto di Assago dove si svolgeranno le gare di hockey e pattinaggio su ghiaccio, mentre Bizzarri e Gresia saranno di stanza a Livigno per la sicurezza dei campioni di snow board. Come racconta Gresia la selezione – iniziata quasi un anno fa – è stata «impegnativa, sia dal punto di vista burocratico (abbiamo firmato una quantità di moduli) sia dal punto di vista della preparazione». I sanitari reggiani hanno risposto a un bando pubblicato nella primavera del 2025 da parte dell’Areu, l’azienda regionale emergenza urgenza (l’ex 118) della Lombardia, per reclutare sanitari da impiegare nelle sedi delle gare: Milano, Bormio e Livigno. Il centro di riferimento per il reclutamento del personale medico e infermieristico è il Niguarda di Milano, che opera come “ospedale olimpico” e ha selezionato specialisti lombardi e una quota da altre regioni come l’Emilia-Romagna. Per le altre sedi invece (Cortina, Verona, Anterselva e Val di Fiemme) sono usciti altri bandi gestiti dalle aziende sanitarie locali delle regioni ospitanti (Veneto, Trento e Bolzano). Per tre settimane gli anestesisti saranno temporaneamente in servizio al Niguarda, grazie a una convenzione. «Ringraziamo il nostro primario, il direttore della struttura complessa di Anestesia e Rianimazione Annunziata Carrese Cirillo, per averci autorizzato». Una volta accettata la candidatura «è iniziato il percorso formativo, che è stato lungo e abbastanza duro: tutti i fine settimana e il tempo libero lo abbiamo passato tra prove di sci e corsi di preparazione – spiega Gresia – Fino all’ultima settimana a Madonna di Campiglio, dove abbiamo simulato di tutto e di più: dagli incidenti sulle piste all’evacuazione in caso di valanga. Esistono protocolli particolari per gli atleti e allo snow park di Livigno si terranno diverse discipline, alcune acrobatiche, con nomi che nemmeno conoscevo. Perciò in caso di incidenti serve la rianimazione sul posto».

La macchina organizzativa sanitaria è imponente, per spiegamento di uomini e mezzi. «Per dare un’idea: a Livigno saremo in 180 tra medici e infermieri, su più turni perché alcune gare si svolgono la sera fino a mezzanotte – prosegue Gresia – A Livigno (dove non sono mai stato mi dicono che è un bel posto), ci verrà fornito un alloggio vicino alle piste. Speriamo in un meteo clemente e nel sole, quando tira il vento è più difficile lavorare». Ma com’è nata l’idea di partecipare? «Penso che sia un’esperienza a 360 gradi. Non capita tutti i giorni di essere presente alle Olimpiadi. Un’occasione importante per mettersi alla prova e per fare interventi diversi dalla routine. Nell’emergenza urgenza ogni giorno si imparano cose nuove, ma questa sarà un’avventura perché andiamo ad operare in condizioni per noi inusuali. Speriamo di essere all’altezza. Essere un bravo medico all’interno dell’ospedale non fa automaticamente di te un bravo medico in condizioni talvolta estreme». Da notare che tutti e tre i selezionati sono anestesisti rianimatori: non pare un caso, visto che questa figura è ricercatissima nell’ambito sanitario e quasi introvabile. «So dalle chat che molti candidati si sono lamentati di non essere stati selezionati, non so se è dovuto alla nostra specialità. L’anestesista è un ruolo spesso in secondo piano, anche se fondamentale». Facciamo un appello ai giovani affinché scelgano anestesia? «Certo – conclude Gresia – Scegliete anestesia e soprattutto fatelo con passione: senza la passione non si va da nessuna parte. Chi vuole intraprendere questa carriera dev’essere motivato». l © RIPRODUZIONE RISERVATA