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La testimonianza

Scaraventata a terra per 30 euro in centro storico: «Mia zia, a 96 anni, dovrà essere operata: si è rotta il femore»

Ambra Prati
Scaraventata a terra per 30 euro in centro storico: «Mia zia, a 96 anni, dovrà essere operata: si è rotta il femore»

Reggio Emilia: ancora nessuna traccia del bandito che si è avventato sull’anziana, in via Chierici sabato pomeriggio. Per portarle via la borsa l’ha gettata a terra

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Reggio Emilia «Mia zia non sta certo bene: ha molti dolori, il femore rotto, dovrà essere operata. Peggio di così... Un disastro, considerata la sua età. All’ospedale era sotto choc: non riusciva a rispondere alle domande». A parlare è la nipote della pensionata di 96 anni che sabato scorso alle 18.15 è stata aggredita sotto casa, in via Chierici – il vicolo che collega via del Portone con via dei Servi – da uno sconosciuto sopraggiunto alle spalle, che l’ha gettata a terra per rapinarla della borsetta. Il malvivente, un giovane con il cappuccio calato e sotto un cappellino con visiera che nascondeva il volto, è scappato di corsa con il maltolto in direzione del palasport.
 


Il bottino

Le urla dell’anziana hanno subito attirato l’attenzione dei vicini di casa, che la conoscono bene per la sua abitudine di fare passeggiate in centro, andare a messa e per l’impegno di tenere pulito il vicolo spazzando di frequente. La donna di 96 anni è una sorta di mascotte per i residenti della zona. La cosa assurda è che l’agguato è stato compiuto per un misero bottino. «Nella borsetta – riferisce la nipote cinquantenne – c’erano 30 euro, oltre ai documenti che mi interessano molto di più». «Non avendo figli, il riferimento siamo noi nipoti: mi ha chiamato una vicina – prosegue la nipote –. E ringrazio tutti i vicini, per l’affetto e l’interessamento dimostrato: sono stati la nostra salvezza, anche oggi (ieri, ndr) mi hanno telefonato in diversi per sapere delle sue condizioni».


Cosa è successo
Sabato sera, prosegue la nipote, la 96enne stava tornando dal fare la spesa: «Io le raccomando sempre di non uscire da sola con il buio, anche perché ha tanti acciacchi e una vista scarsa. Ma le mancava qualcosa in frigorifero, perciò mia zia si è recata alla Coop di via Garibaldi, come d’abitudine, a piedi». Una passeggiata di pochi minuti, che si è trasformata in un incubo. Pare che ci sia stata una testimone oculare: una passante che ha assistito alla scena e che ha parlato a lungo con la polizia. Da valutare quanto la sua testimonianza possa essere utile, visto che la donna non ha visto il malvivente in faccia, ha solo potuto descrivere il vestiario e l’azione. E la stretta via Chierici non è dotata di telecamere, se non quella per controllare il transito delle auto in Ztl.


Come sta
Dopo essere arrivata sul posto, la nipote ha seguito l’ambulanza al pronto soccorso del Santa Maria Nuova. «Sono rimasta con lei fino alle 22, quando è stata ricoverata nel reparto di Ortopedia. Non era lucida, a differenza del solito: molto agitata e confusa, interloquiva a fatica. Episodi del genere, a 96 anni, hanno pesanti ripercussioni fisiche e morali. La nostra principale preoccupazione è che possa riprendersi. Tra l’altro, la casa è senza ascensore, sarà un problema serio». Non è la prima volta che la 96enne viene presa di mira per strada. «È successo un fatto simile dieci anni fa: mentre mia zia camminava per strada hanno tentato di strapparle la borsetta. Ma aveva un’altra età. Lei non ha mai voluto lasciare via Chierici, nonostante ci siamo offerti di aiutarla a traslocare: abita lì da oltre cinquant’anni, è legata al suo ambiente e ai suoi affetti».


Quando comunichiamo alla nipote che anche il sindaco di Reggio Emilia Marco Massari si è interessato dell’accaduto, la reazione non si è fatta attendere. «Davvero? Che gesto carino da parte sua. Ora ha bisogno di tranquillità, accanto a lei in ospedale c’è il fratello minore. Come ho detto agli agenti della polizia – che ringrazio per l’impegno e che sono sempre troppo pochi – qualcuno dovrebbe occuparsi della sicurezza in centro storico. È sempre peggio. Anch’io abitavo in centro: ho preferito andarmene».  l

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