Gazzetta di Reggio

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L’indagine

Spacciava nei bagni di un bar: 33enne agli arresti domiciliari. E’ accusato di essere il capo di un giro di vendita di cocaina e hashish

Spacciava nei bagni di un bar: 33enne agli arresti domiciliari. E’ accusato di essere il capo di un giro di vendita di cocaina e hashish

Le indagini dei carabinieri di Gattatico ricostruiscono, con filmati e testimonianze, tre anni di attività di spaccio

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Campegine Il paese di Campegine è al centro di una lunga indagine antidroga che riporta l’attenzione su una piazza di spaccio radicata e organizzata. Per oltre tre anni, secondo gli inquirenti, un 33enne considerato il “capo” del traffico locale avrebbe gestito un sistema strutturato di vendita di cocaina e hashish, con un bar del paese come punto operativo e una rete stabile di clienti. L’inchiesta dei carabinieri di Gattatico, coordinata dalla Procura di Reggio Emilia, ha portato all’applicazione degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

Le indagini

Tra il gennaio del 2022 e il gennaio 2025, avrebbe gestito un’articolata attività di spaccio di cocaina e hashish. L'uomo, un 33enne di origini nordafricane, è accusato di coordinato le operazioni all'interno e nei pressi di un bar del paese, gestendo gli ordini attraverso numerose utenze telefoniche e spostandosi a bordo di auto di grossa cilindrata. A seguito di un’intensa attività d’indagine, i militari della stazione di Gattatico hanno ricostruito centinaia di cessioni di stupefacente, destinate a una fitta rete di clienti abituali della zona. Per questi motivi, i carabinieri hanno denunciato il 33enne  per concorso in detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. La procura reggiana ha richiesto e ottenuto dal gip del Tribunale di Reggio Emilia, l'applicazione nei confronti dell’uomo della misura cautelare degli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico. Misura eseguita dai carabinieri.


Secondo i carabinieri, in più occasioni avrebbe pesato e confezionato la sostanza stupefacente direttamente nei bagni del locale prima di consegnarla agli acquirenti. Le indagini, supportate da analisi dei filmati di videosorveglianza, tabulati telefonici e dalle testimonianze di oltre 20 assuntori, hanno delineato un quadro di «spiccata capacità criminale», evidenziando come l'uomo vivesse esclusivamente dei proventi dello spaccio.