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Il caso

Polo della Moda: il no di Max Mara è definitivo

Polo della Moda: il no di Max Mara è definitivo

Reggio Emilia: lo ha comunicato il sindaco Marco Massari al consiglio comunale

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Reggio Emilia «Come amministrazione abbiamo sempre sostenuto che gli interventi di programmazione urbanistica devono essere tenuti ben distinti e separati dal confronto imprenditori-lavoratori. Questa amministrazione non ha mai avuto dubbi sul progetto proposto dal gruppo MaxMara per il Polo della Moda». Inizia così la risposta del sindaco Marco Massari, che ieri in Consiglio comunale è intervenuto, su richiesta della Lista Civica per Reggio, su ciò che ha scatenato la reazione di Max Mara e provocato l’annullamento dell’atto di acquisto dell’area e del progetto di realizzazione del più grande polo industriale nel settore dell’abbigliamento mai esistito a Reggio Emilia. Progetto tramontato l’estate scorsa con il dietro front di Max Mara. Il primo cittadino ha ripercorso la cronologia dell’iter autorizzativo del Piano Attuativo di iniziativa pubblica, «adottato in Consiglio comunale il 7 aprile 2025 e approvato il 23 giugno. Un iter durato solamente 13 mesi, un tempo assolutamente contenuto per procedure di questa rilevanza». E ha sottolineato, come già fatto in passato, di aver «ricevuto la richiesta di incontrare delegazioni di lavoratrici. Ribadisco che è dovere di ogni sindaco incontrare e ascoltare i cittadini ed i lavoratori, senza per questo avallare le posizioni da loro espresse (scontato dirlo, ma è bene ripeterlo), ma per assumere ed espletare un ruolo di facilitatore di relazioni. Già nelle settimane precedenti il 30 giugno, data della lettera di Mmfg in cui si annunciava l’abbandono del progetto Polo della Moda, avevo cercato di mettermi in contatto con la proprietà ma non vi è mai stata la possibilità di un incontro diretto».

Con Max Mara sono poi seguiti incontri che però non hanno portato a un ripensamento e il 16 dicembre scorso «il presidente di Max Mara Fashion Group ha comunicato definitivamente la rinuncia del gruppo a proseguire il progetto. Nella stessa data anche la proprietà dell’area tramite il proprio amministratore delegato ha comunicato che non sussistono le condizioni per la effettiva cessione dell’area». Il capogruppo di Reggio Civica, Giovanni Tarquini denuncia come la città stia «precipitando nel vuoto, sempre più afflitta dalla chiusura delle attività del centro storico, e non solo, e dal dilagare del degrado che sostituisce la vivacità delle persone e dei commercianti. La cittadinanza ha bisogno di una amministrazione che sia attenta al tessuto economico e vitale della città. I cittadini si aspettano che chi sbaglia ne prenda atto, ammetta gli errori e si rimbocchi le maniche per riparare. Max Mara e la famiglia Maramotti sono innegabilmente tra i principali, se non i principali, protagonisti del mondo dell’impresa e dell’economia sul territorio cittadino e non solo. E meritano pertanto ben altro approccio ed attenzione. Ancora una volta si cerca di giustificare un passo falso con la bandiera della tutela dei diritti dei lavoratori, sempre importantissimi ma che ben altri soggetti sono più titolati a portare. E intanto centinaia di posti di lavoro sono andati in fumo. Anche di fronte a questo oggettivo ed ennesimo insuccesso del sindaco Massari, auspico che Reggio Emilia sia pronta a reagire e aspiri, nonostante tutto, a una necessaria rinascita dal punto di vista amministrativo e imprenditoriale». l