«Ucciderò i cristiani infedeli». La minaccia dopo l’annuncio che doveva lasciare l’alloggio della parrocchia: arrestato 22enne
Il giovane di nazionalità pakistana, seguito dai servizi sociali, si è difeso davanti al giudice dicendo di aver detto quelle frasi perché arrabbiato
Cadelbosco Sopra «Quando Allah mi dirà di uccidere i cristiani, io ucciderò i cristiani infedeli». È una delle minacce pronunciate da un pakistano richiedente asilo che, nel momento in cui gli è stato detto che doveva lasciare la parrocchia di Cadelbosco Sopra che lo ospitava, ha dato in escandescenza, ha aggredito i poliziotti e ha perfino tentato di sfilare la pistola a un agente. Muhammad Aryan, 22 anni, è stato arrestato dalla polizia di Stato per i reati di resistenza a pubblico ufficiale e di porto d’arma o oggetti atti a offendere, visto che in tasca aveva un coltellaccio da cucina. Ieri l’uomo, comparso in tribunale a Reggio Emilia per l’udienza di convalida, ha negato su tutti i fronti, ma resterà in carcere.
Il trambusto ha avuto per teatro la parrocchia della Beata Vergine Addolorata, in piazza San Celestino, dove il pakistano – con regolare permesso di soggiorno, da cinque anni in Italia, seguito dai Servizi sociali da quand’era maggiorenne – è stato ospitato temporaneamente in uno dei due appartamenti per bisognosi a disposizione della Caritas. Il 22enne aveva perso il lavoro e di conseguenza l’alloggio, perciò la Caritas cercava di aiutarlo a rimettersi in carreggiata. Venerdì scorso l’operatrice della Caritas e l’assistente sociale si sono recate dal giovane per comunicargli che doveva lasciare la dimora in parrocchia per essere collocato in un albergo. Quando ha ricevuto questa notizia, il 22enne ha perso la testa iniziando a pronunciare frasi sconnesse con le quali invocava la guerra contro la cristianità e la sua disponibilità a uccidere gli infedeli: «Verrà l’esercito del Pakistan e io combatterò con loro», «Muoio per Dio e rinasco in altra forma», «Farò la guerra e Israele dovrà bruciare».
L’assistente sociale ha subito allertato la questura. La Squadra Volante si è trovata davanti a un esagitato che teneva sempre la mano sinistra nella giacca: nella tasca nascondeva un coltello da cucina della lunghezza di 19,5 centimetri, dei quali 10 di lama. Una volta disarmato, il 22enne ha cercato di fuggire: ne è nata una colluttazione con un agente, i due sono caduti a terra, da lì il 22enne ha sferrato un calcio a un altro agente tentando di appropriarsi della pistola d’ordinanza di un terzo poliziotto, per fortuna senza successo. «Non ho fatto niente», ha detto Muhammad al giudice, scortato ieri in aula dalla polizia penitenziaria. Il detenuto ha dichiarato di aver detto quelle frasi solo perché era arrabbiato, senza intenzione di far male al prossimo; ha chiesto scusa e ha ribadito la sua volontà di restare nel Reggiano. Il pm Dario Chiari ha chiesto la conferma del carcere per mancanza di un alloggio, anche se la misura ottimale sarebbe stata i domiciliari. L’avvocato difensore d’ufficio Massimiliano Pergetti ha evidenziato che il suo assistito non ha precedenti. Il gip Matteo Gambarati non ha potuto far altro che lasciarlo alla Pulce. © RIPRODUZIONE RISERVATA
