Dall’inserto Scuola2030
«Anpi ha bisogno dei giovani, vi spiego perché»
Giulia Basiricó*
L’intervista a Simona Fantesini, presidente della sezione bibbianese dell’associazione
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Giulia Basiricó* «Entrare in Anpi significa far parte di una rete di persone impegnate per la giustizia sociale e i diritti civili, oltre a commemorare il passato». È così che Simona Fantesini, presidente dell’Anpi di Bibbiano, considera l’aderire all’associazione che presiede dal 2020. Che ruolo possono avere oggi i giovani che entrano a far parte dell’Anpi? «Come associazione facciamo fatica a coinvolgere i ragazzi, soprattutto a trovare degli strumenti per arrivare a loro. Sono ormai passati 80 anni dalla fine della guerra, i tempi sono cambiati e, a maggior ragione, in Anpi abbiamo bisogno di avere dei giovani che ci possano dire quali sono gli strumenti e le iniziative migliori per andare avanti e coinvolgere sempre più utenti». Come può contribuire la scuola a mantenere viva la memoria della Resistenza? «Anpi intrattiene una proficua collaborazione con il mondo della scuola. La guerra e la lotta per la liberazione dal nazifascismo sono visti dai giovani come una cosa lontana che è solo sui libri. È importante che i ragazzi conoscano la storia locale, le persone che hanno lottato, i loro nomi e cognomi, i vari monumenti e cippi e le pietre di inciampo. L’associazione si avvale inoltre di filmati e di interviste fatte ai testimoni e fortunatamente riesce a collaborare con insegnanti che credono nei valori della Resistenza. La difficoltà che abbiamo adesso è quella di non avere più testimoni che possano raccontare nelle scuole. Nel territorio bibbianese sono rimasti l’ex partigiano Tommaso Fiocchi, che ha 100 anni, e l’ex presidente Orio Vergalli, fratello della staffetta partigiana Teresa Vergalli, che quest’anno ne compirà 94 e ha sempre portato la sua testimonianza nelle scuole». Quale è l’episodio della Resistenza che i giovani di oggi dovrebbero assolutamente conoscere? «In realtà non c’è un episodio specifico perché la nostra provincia, come la nostra Regione, è stata toccata molto durante i venti mesi della Resistenza: sono tante le vicende, per questo far conoscere la storia locale e le persone è molto importante. Tra l’altro, diversi sono gli episodi che hanno coinvolto partigiani del territorio bibbianese che sono stati insigniti della medaglia d’oro o d’argento. Ed è importante che queste figure e il loro eroismo vengano ricordati nella storia locale». Sta cambiando il modo in cui Anpi tramanda i valori della Resistenza? «Sta cambiando negli strumenti perché logicamente oggi riusciamo ad avvalerci di mezzi sempre più efficaci rispetto ad una volta. Internet e i social media ci danno l’opportunità di farci conoscere di più, essere presenti con le nostre iniziative su tutta la provincia». Dopo le celebrazioni per l’80° anniversario della Liberazione, nel 2025, quali saranno le prossime attività per coinvolgere la cittadinanza nelle piazze? «Il 2026 sarà un anno significativo: saranno 80 anni dalla nascita della Costituzione e dal primo voto delle donne quindi sicuramente Anpi metterà in piedi tante iniziative sul territorio. A marzo ci sarà il viaggio della memoria a Mathausen: stiamo raccogliendo le iscrizioni e siamo fiduciosi di riempire il nostro pullman, anche quest’anno, con i ragazzi di terza media e i loro genitori. Questa è un’attività molto importante per noi anche perché abbiamo la possibilità di far conoscere ai ragazzi la storia di Pietro Iotti, un partigiano che è stato deportato. Mi accorgo come ogni anno i ragazzi capiscano l’importanza di andare sui luoghi della memoria: visitando quegli spazi si rendono conto che non è solo storia studiata e letta ma che è tutto reale». Quali sono le opportunità di volontariato per chi volesse aderire ad Anpi? «Sono molteplici in base alle proprie competenze e alla voglia di fare volontariato. Entrando a far parte dell’associazione è indispensabile aiutare i vari componenti nell’organizzazione di eventi durante l’anno in occasione delle varie ricorrenze, come ad esempio il 25 aprile».l *Studentessa dell’istituto Motti © RIPRODUZIONE RISERVATA
