Cinque rapine a Porta Castello commesse nel giro di due mesi: il giudice lo fa restare in cella
Reggio Emilia: il 34enne che ha rapinato di bar Piccadilly è accusato anche dei colpi in farmacia, alla Coop e nel market etnico. Le indagini della Squadra mobile
Reggio Emilia Sono cinque le rapine commesse tutte a Porta Castello delle quali viene accusato il 34enne arrestato dopo il colpo al bar Piccadilly di mercoledì pomeriggio. Tutte commesse tra il mese di dicembre e i giorni scorsi.
Secondo le indagini della Squadra mobile, il rapinatore – italiano - era solito agire in solitaria con il volto coperto da una mascherina chirurgica e con il cappuccio della felpa sulla testa. Armato di coltello ha minacciato la vittima di turno, a volte solo verbalmente a volte invece puntandogli il coltello alla gola. Così arraffava il denaro per poi fuggire. In quattro occasioni il rapinatore era riuscito a far perdere le proprie tracce in pochissimi istanti. Tranne mercoledì pomeriggio: dopo la rapina nel bar di Viale Umberto I, in poco tempo gli investigatori sono riusciti a rintracciarlo. La sua abitazione è a poche decine di metri dagli esercizi commerciali che aveva rapinato. Qui la hanno trovato e arrestato.
E’ accusato della rapina del il 5 dicembre 2025, in tarda serata, quando avrebbe tentato di rapinare un market etnico di viale Umberto I; il pomeriggio seguente, invece, il rapinatore avrebbe messo a segno il colpo in danno alla Coop di via Lodovico Ariosto fuggendo con circa 180 euro. Poche ore dopo l’uomo avrebbe tentato nuovamente di rapinare lo stesso market etnico del giorno precedente ma anche in questa circostanza non asportava alcunché.
Lunedì 2 febbraio, invece, ha preso di mira la farmacia Porta Castello. Completamente travisato è entrato impugnando un coltello puntandolo alla gola del farmacista. Afferrate banconote, per circa 200 euro, era fuggito in direzione di viale dei Mille. Mercoledì scorso, finalmente, c’è stato l’epilogo della vicenda. Dopo la rapina al bar di viale Umberto I, la Squadra Mobile lo ha tratto in arresto nella sua abitazione e nel corso della perquisizione locale ha sottoposto a sequestro i capi di abbigliamento indossati in occasione dei cinque episodi. Determinanti per l’identificazione del soggetto sono state le immagini degli impianti di videosorveglianza pubblici e privati, nonché le dichiarazioni dei testimoni. Nell’udienza di convalida a seguito della quale il giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Reggio Emilia ha disposto nei confronti del 34enne la misura della custodia cautelare in carcere.
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