Crisi Realco, ci sono 1.500 posti di lavoro a rischio. I sindacati: «Serve una proposta d’acquisto»
La storica cooperativa di Reggio Emilia, tra i soci fondatori di Sigma, ha depositato un’istanza di concordato preventivo
Reggio Emilia Mercoledì scorso il Gruppo Realco, storica cooperativa della distribuzione con sede a Reggio e tra i soci fondatori del marchio Sigma, «già da tempo alle prese con una pesante crisi finanziaria, ha depositato istanza di concordato preventivo presso il Tribunale di Bologna». Il che apre una «vertenza che, considerato il numero delle imprese associate e una rete di circa 120 punti vendita in Emilia-Romagna e cinque fuori regione, a insegna Sigma, Ecu ed Economy, rischia di diventare la più critica tra le tantissime che stiamo gestendo nella nostra Regione»: 1.500 posti a rischio in tutto. Sono Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil ad accendere un faro sulla situazione che si è creata e che ha spinto le tre sigle a chiedere la cassa integrazione (si è in attesa della convocazione ministeriale), per i circa 400 dipendenti delle società del gruppo a gestione diretta (Gedis, Appennino Discount e Ipermonteccio); un’altra cassa era stata già aperta l’1 novembre scorso per i 94 lavoratori della sede centrale di Reggio Emilia.
Ma non c’è solo questo fronte. «L’incognita su cui è necessario lavorare è quella del futuro del Gruppo» e i sindacati sperano che «al più presto» sia nominato il commissario giudiziale dal Tribunale di Bologna. Bisogna fare presto anche perché, come emerso nell’ultimo incontro sindacale, «già dalla prossima settimana lavoratrici ed lavoratori si troveranno nella drammatica condizione di non vedersi accreditato lo stipendio alla normale scadenza e di dover attendere l'autorizzazione al pagamento da parte del commissario». In più, Filcams-Fisascat-Uiltucs aggiungono che «la crisi del Gruppo rischia gravi ricadute per i dipendenti dei tanti punti vendita associati, ma non a gestione diretta, così come per i dipendenti della società Flexilog a cui il Gruppo Realco ha appaltato la logistica».
Sono in corso «interlocuzioni con alcune grandi imprese delle distribuzione commerciale», ma Filcams-Fisascat-Uiltucs auspicano che «arrivi a brevissimo una proposta di acquisto per tutte le attività del gruppo – punti vendita, magazzini, sede amministrativa – scongiurando il pericolo spezzatino e garantendo continuità occupazionale alle lavoratrici e ai lavoratori» con cui in questi giorni si tengono delle assemblee. E proprio nelle assemblee «si stanno valutando eventuali iniziative di protesta» per «denunciare pubblicamente le criticità che queste lavoratrici e questi lavoratori stanno attraversando». Intanto, «benché con il fiato sospeso per l'incertezza del loro futuro lavorativo, tutti i dipendenti stanno continuando a prestare coscienziosamente la loro opera per tenere aperti e in ordine negozi semivuoti e mantenere il rapporto con i clienti a causa delle difficoltà di approvvigionamento delle merci». A brevissimo i sindacati invieranno una richiesta unitaria per una nuova convocazione del tavolo istituzionale già aperto dalla Regione per la gestione di questa grave vertenza che, complessivamente (dipendenti diretti, dipendenti aziende associate, dipendenti logistica), «mette a rischio il futuro di oltre 1.500 persone», ricordano infine le tre sigle.
