Gazzetta di Reggio

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Il parere di uno studente reggiano

Esame di Maturità, «Il risultato non sarà un punto di arrivo, ma la partenza per un viaggio ancora più lungo»

Riccardo Massimiliano Vecchi*
Esame di Maturità, «Il risultato non sarà un punto di arrivo, ma la partenza per un viaggio ancora più lungo»

Questo esame rappresenta anche uno dei pochi fili conduttori che collegano diverse generazioni in una sensazione comune di crescita e responsabilità

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Il 30 gennaio è stata una data fondamentale per migliaia di ragazzi che frequentano il quinto anno degli istituti superiori di tutta Italia. Giorno in cui si è venuti a conoscenza delle materie dell’Esame di Maturità, che, in una veste tutta nuova, ha abbandonato anche il precedente nome di “Esame di Stato”. A fronte di queste modifiche, ciò che rimane però immutato è il sentimento che, imperterrito anno dopo anno, colpisce gli studenti maturandi, portandoli a riflessioni e spesso ad avere una maggiore consapevolezza sul loro status, che non è più quello di ragazzini, ma di future donne e futuri uomini che, di lì a poco, diventeranno parte fondamentale della società. Questo esame rappresenta anche uno dei pochi fili conduttori che collegano diverse generazioni in una sensazione comune di crescita e responsabilità, diventando la prova di riferimento il cui verdetto dirà se si sarà pronti o meno a poter entrare nel mondo degli adulti con il giusto spirito. Con l’adeguata maturità, appunto. È questo il ruolo fondamentale di questo passaggio, più che la competenza “perfetta” nelle materie scolastiche in sé. A rafforzare questa tesi, è anche la maggior rilevanza che da quest’anno nel colloquio orale viene data ad attività extracurricolari svolte dagli alunni, che possono spaziare dallo sport ad azioni particolarmente meritevoli, mettendo in evidenza tra le altre cose anche lo spirito critico e la capacità di giudizio personale. «In una società che ha necessità di riscoprire il valore della maturità, il nuovo esame orale consente di valorizzare nella sua interezza la persona dello studente», ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. In seguito a questo ragionamento, e per le numerose polemiche scatenate lo scorso anno, è stata scelta anche una linea dura in merito alla scena muta nell’ultima prova, che indipendentemente dalla motivazione di tale scelta, porterà alla bocciatura immediata dell’alunno.

Da studente prossimo al diploma, credo che l’intento di tutti i ragazzi e ragazze nella mia situazione sia quello di affrontare l’esame con la mente libera, priva di ansia se non quel poco necessario per farci affrontare la prova al meglio delle nostre capacità, sapendo che il risultato ottenuto non sarà un punto di arrivo, ma la partenza per un viaggio ancora più lungo; che sia l’università o il mondo del lavoro, l’importante sarà affrontare i problemi che incomberanno con la consapevolezza di un adulto e la motivazione di un ragazzino.

*Studente dell’istituto Scaruffi Levi Tricolore 

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