Case popolari, 260 nuovi alloggi tra Reggio Emilia e provincia: come candidarsi
L’annuncio di Acer: dal Piano casa della Regione Emilia Romagna la rigenerazione con fondi europei, poi saranno offerti in locazione a prezzi accessibili
Reggio Emilia Sono 186 gli alloggi pubblici del Comune di Reggio Emilia (a cui se ne aggiungono altri 64 in provincia per un totale di 260 sul territorio) che saranno candidati alla nuova fase del Piano casa della Regione, per essere rigenerati con risorse europee e offerti in locazione a prezzi accessibili a cittadini con reddito medio-basso. Lo annuncia Federico Amico, presidente dell'Acer reggiana, che commenta: «Dalla Regione arriva un primo importante passo verso il recupero di case che attualmente non possono essere assegnate».
Per Amico, «l’obiettivo del recupero del patrimonio pubblico da rimettere in circolo è prioritario» ed è «altrettanto importante è che questo avvenga accedendo a risorse pubbliche, in quanto ottenere un'abitazione tramite il mercato, per tanti nuclei familiari, oggi non è possibile». Come Acer Reggio Emilia, conclude il presidente dell’Azienda casa provinciale, «il nostro ruolo è quello di offrire un supporto tecnico ai Comuni, al capoluogo come a quelli della provincia, per agevolare e realizzare la messa a punto del piano».
Nello specifico la Regione, dopo aver raccolto le manifestazioni di interesse di enti locali e Aziende Casa delle varie province, avvia la successiva fase del progetto con un nuovo avviso pubblico, questa volta rivolto a cittadini, lavoratori e nuclei familiari, che potranno candidarsi per un alloggio dal 26 febbraio al 6 maggio, sul portale web della stessa Regione. Possono presentare domanda i cittadini con un Isee tra gli 8.000 e i 35.000 euro, mentre la somma dei redditi dei componenti del nucleo che occuperà l'alloggio non deve essere inferiore a 16.000 euro. Inoltre, i componenti del nucleo non devono essere proprietari di altri alloggi nel territorio regionale.
Gli interessati dovranno anche possedere un indice di solvibilità (cioè il rapporto tra canone di locazione dell'alloggio da assegnare e reddito familiare netto) uguale o inferiore al 20% e trasferire la residenza nell'alloggio entro 90 giorni dalla firma del contratto di locazione. Il canone calmierato avrà una durata di sei anni più due. L'assegnazione, avverrà in base al regolamento predisposto dai singoli Comuni che potranno anche destinare una parte delle abitazioni a particolari categorie di persone come nuclei familiari presenti nelle graduatorie comunale di accesso all'Erp, nuclei già segnalati o seguiti dai Servizi sociali comunali e in condizione di emergenza abitativa, famiglie interessate da un provvedimento di decadenza dall'assegnazione di un alloggio Erp e nuclei con lavoratori impiegati nei servizi pubblici. «Siamo molto soddisfatti della notizia che arriva dalla Regione – aggiunge il vicesindaco e assessore alla Casa Lanfranco De Franco, specificando che – si tratta di una delle prime misure di un piano articolato che verrà presentato nelle prossime settimana alla città e prevede numerose azioni pensate per garantire il diritto all'abitare, fondamentale poiché permette a tutti di immaginare una prospettiva di vita e costruire una famiglia radicata sul territorio». Un progetto «che oggi è reso sempre più difficile dalla scarsa disponibilità di alloggi», aggiunge De Franco. Nel panorama regionale, Reggio occupa il secondo posto per numero di alloggi candidati alla ristrutturazione – in totale 1.011– dopo Ferrara (252) e superando anche Bologna (157). l © RIPRODUZIONE RISERVATA
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