Sferra un pugno in faccia all’arbitro, Emanuele Garuti squalificato per quattro anni
Inibito per sei mesi anche Renato Brevini, allenatore della Go Basket 2018. Il legale di Ilyass Boutissant: «È ancora molto scosso, sta valutando se proseguire oppure no»
Albinea Quattro anni di squalifica per il giocatore Emanuele Garuti e l’inibizione dell’allenatore Renato Brevini per sei mesi. Ecco i provvedimenti disciplinari imposti dal giudice sportivo nei confronti dei membri della Go Basket 2018, dopo l’aggressione da parte di Garuti ai danni dell’arbitro Ilyass Boutissant.
Parliamo della partita di Divisione regionale 2 svoltasi venerdì nella palestra del circolo Tennis di Albinea tra la squadra di Quattro Castella e la Radio Bruno Basket Campagnola, partita sospesa per l’aggressione all’arbitro. Il risultato omologato è ora quello a favore del Campagnola. Boutissant, che ha rimediato un trauma facciale per il quale è stato refertato dal pronto soccorso, si è anche rivolto all’avvocato Alberto Gambetti, tramite il quale ha querelato il giocatore. «In tanti anni che ho calcato il parquet le mani addosso a un arbitro non le avevo mai viste – dice il legale con un lungo passato anche da giocatore –. E non una manata, ma un vero e proprio pugno allo zigomo». Una dinamica confermata dal verbale di gara e dal giudice sportivo.
Il legale racconta dello stato d’animo del suo assistito: «È molto scosso. Ha chiesto una sospensione dall’attività arbitrale e sta valutando se proseguire o no». Dopo la visita al pronto soccorso del Franchini, il giovane, un 20enne nato a Montecchio e residente a Reggio, si sta sottoponendo a visite specialistiche e si dovrà assentare anche dal luogo di lavoro. Dunque è intenzionato anche a chiedere i danni procedendo in sede civile. Le disposizioni del giudice sportivo erano attese per ieri e sono arrivate in tarda serata quando già, pur senza ancora riscontri ufficiali, si parlava di squalifiche pesanti, che puntualmente sono arrivate, almeno per Garuti.
In quanto a Brevini l’avvocato Gambetti stigmatizza: «In quei momenti così accesi invece di placare gli animi ha anche lui fatto commenti a dir poco sconvenienti». «Si rivolgeva all’arbitro, in modo irriguardoso e violando i principi di lealtà e correttezza sportiva, affermando le seguenti parole “hai visto cosa succede se non si fischiano quei contatti?”, avvalorando sostanzialmente il comportamento tenuto dal suo giocatore», si legge nel dispositivo del giudice sportivo.
Il clima rovente sul campo ha acceso poi la miccia anche sui social dove si sono scatenate le discussioni dei tifosi e non solo quelli delle squadre del match sospeso. Ad alimentarle anche il fatto che Garuti è tra i responsabili di “Popolo Biancorosso”, i tifosi della Una Hotels. «I miei collaboratori stanno vagliando vari portali e social media, dove sono comparsi numerosi commenti, anche ad articoli, alcuni davvero ai limiti – dice Gambetti –. Valuteremo eventuali azioni anche per questi».
Alcuni giudizi espressi in queste sedi si basano addirittura su semplici espressioni del viso: «Un sorriso fatto per stemperare gli animi, come deve fare un arbitro in situazioni simili, non può essere preso per una “sghignazzata” provocatoria», precisa l’avvocato. Dopo l’aggressione, società sportiva e giocatore avevano chiesto scusa. Scuse che non sono valse ad evitare i duri provvedimenti.