Gazzetta di Reggio

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Il processo

Tentò di uccidere l’ex a coltellate in strada: condannato a 7 anni

Ambra Prati
Tentò di uccidere l’ex a coltellate in strada: condannato a 7 anni

Guastalla: a salvare la donna era stato l’intervento di un giovane camionista Alen Halilovic che aveva disarmato il 41enne

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Guastalla È stato condannato a 7 anni, 4 mesi e 10 giorni il 41enne di Castelfranco Emilia (Modena) che ad un incrocio a Guastalla aveva tentato di uccidere l’ex, una 45enne residente a Viadana (Mantova). La sentenza, al termine del processo con rito abbreviato, è stata emessa ieri dal gup Luca Ramponi, a fronte di una richiesta dell’accusa di 10 anni e 8 mesi; il pm Denise Panoutsopoulos, nel suo calcolo, era partita da 16 anni. La condanna è stata emessa per i reati di tentato omicidio aggravato (dai motivi abbietti e futili), resistenza a pubblico ufficiale e porto di armi o oggetti atti ad offendere, mentre è caduto per mancanza di querela il capo d’imputazione di violenza privata. Riconosciute le attenuanti generiche prevalenti sulle aggravanti, mentre alla donna andrà una provvisionale di 25mila euro, in attesa che il danno venga quantificato in sede civile.

La vicenda, che ha fatto molto scalpore, risale al 2 dicembre 2024 quando l’uomo, che non aveva accettato la fine della relazione, ha convinto l’ex ad accompagnarlo con il pretesto di acquistare vestiti. Quel giorno la 45enne ha accettato l’incontro, non sapendo che lui aveva portato con sé un coltello da cucina. Lungo il tragitto sulla Bmw di lui, che era passato a prenderla a Viadana, scoppia un acceso diverbio. All’incrocio tra via Cisa Veneta (l’argine che conduce verso Tagliata) e la provinciale che attraversa il Po in direzione Dosolo, lei è riuscita a scendere dall’auto; alcuni testimoni hanno visto i due litigare in strada, dove lui l’ha inseguita, si è seduto a cavalcioni su di lei e l’ha accoltellata con un fendente alla gola. È a questo punto che l’intervento del conducente di un furgone – un veronese di 21 anni, Alen Halilovic – ha sventato un probabile femminicidio affrontando il violento e mettendolo in fuga (per questo gesto di eroismo, il giovane è stato premiato dai Comuni di Guastalla, Castelfranco Emilia e Verona).  Dopo alcune ore la macchina del 41enne è stata intercettata dai carabinieri lungo la Statale 12 a Maranello, dove è iniziato un lungo inseguimento terminato a Torre Maina: il 41enne aveva sangue sui vestiti e nell’abitacolo.

L’avvocato difensore Guido Sola aveva ottenuto il rito abbreviato condizionato a una perizia sulla capacità di intendere e di volere al momento dei fatti dell’imputato: quest’ultimo è stato ritenuto capace di stare a giudizio, benché provato da un forte stress. Ieri, l’accusa nella sua requisitoria ha sottolineato la gravità dei fatti. Si è associato l’avvocato Nicola Tria – per la 45enne parte civile, presente in aula – chiedendo una provvisionale di 25mila euro. Lunga l’arringa del difensore, che ha insistito sulla necessità di bilanciare la pena tenendo conto del fatto che l’uomo è incensurato e meritevole delle attenuanti. «Una sentenza che ha riconosciuto la situazione di stress psicofisico che stava vivendo l’imputato quel giorno», ha commentato l’avvocato Sola. «Posso solo dire che si tratta di una sentenza che conferma, in modo del tutto condivisibile, l’impostazione accusatoria: si è trattato di un tentato omicidio, un’aggressione da cui la mia assistita è uscita viva per miracolo – ha dichiarato l’avvocato Tria – Lei è stata accoltellata con forza al collo avendo la lama intaccato la struttura ossea di una vertebra; e, come è stato accertato, anche solo un minimo discostamento avrebbe avuto esito fatale». © RIPRODUZIONE RISERVATA