Minorenni costrette a prostituirsi e filmate: arrestati cinque uomini
Reggio Emilia: indagini dei carabinieri della tenenza di Scandiano, secondo l’accusa, usavano la loro dipendenza dalla droga per costringerle
Reggio Emilia È un’indagine che porta alla luce un quadro gravissimo, con al centro due ragazze ancora minorenni che – secondo l’ipotesi accusatoria – sarebbero state indotte alla prostituzione attraverso la dipendenza da sostanze stupefacenti e sfruttate in un contesto di abusi protratti nel tempo. Per questi fatti, ora, cinque uomini residenti nel Reggiano sono stati arrestati su disposizione dell’autorità giudiziaria e devono rispondere, a vario titolo, di reati pesantissimi. Ma le indagini non sono finite e il cerchio potrebbe allargarsi, per fare emergere anche altre responsabilità.
Le indagini
L’attenzione sul caso è iniziata già dallo scorso anno. Le indagini sono state condotte dai carabinieri della Tenenza di Scandiano che sono venuti a conoscenza di un mondo sommerso, che imprigionava le due 17enni. Il provvedimento ha riguardato cinque uomini – di età compresa tra i 24 e i 64 anni, alcuni di nazionalità straniera, altri italiani -, residenti nel Reggiano. Le vittime sono due ragazzine di nazionalità italiana finite loro malgrado al centro di un giro di abusi e sopraffazione, dal quale è difficile anche chiedere aiuto.
Secondo l’ipotesi accusatoria, i cinque avrebbero agito in concorso tra loro. A vario titolo, ciascuno avrebbe avuto un ruolo in un sistema che riforniva le vittime di cocaina e hashish e poi le induceva a prostituirsi, concordando incontri sessuali con altri uomini, in case messe a disposizione da uno degli indagati, e dietro compenso o scambio di droga. Ma non solo. Perché di quegli incontri ci sono anche dei filmati: qualcuno degli indagati, infatti, si incaricava di registrare gli incontri e produceva materiale pedopornografico che poi provvedeva anche a diffonderlo. Una violenza perpetrata dunque non solo fisicamente, ma anche quando quegli abusi venivano messi a disposizione di chi li guardava. Tutto questo, secondo chi indaga, sarebbe avvenuto in un alloggio del distretto ceramico. I carabinieri hanno iniziato un’attenta attività di monitoraggi e investigazioni puntuali per cercare di capire ruolo e responsabilità in quello che sembra a tutti gli effetti un sistema.
Le accuse
Alla luce degli elementi raccolti, la procura di Reggio Emilia ha chiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Bologna la misura degli arresti. A carico degli indagati sono stati contestati, a vario titolo, i reati di cessione e spaccio di sostanze stupefacenti aggravato dalla destinazione a minori, agevolazione dell'uso di sostanze stupefacenti per aver messo a disposizione immobili privati per il consumo abituale di droghe, prostituzione minorile, per aver favorito o sfruttato prestazioni sessuali in cambio di denaro o dosi di stupefacente, produzione di materiale pedopornografico, per l'uso di minori nella realizzazione di video e foto a sfondo sessuale e detenzione di materiale pornografico, relativo a materiale realizzato con l'utilizzo di minori di anni 18. Ora i cinque sono in carcere.
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