Rifiuti, Reggio Emilia verso la gara che vale 1,5 miliardi. Prandi: «Così la Tari potrà calare»
L’affidamento previsto nel 2027. L’assessore: «Non abbiamo perso tempo: l’obiettivo rimane quello di arrivare una premialità»
Reggio Emilia «Siamo davvero in dirittura d’arrivo: ultimati tutti gli adempimenti di ordine tecnico, tra giugno e settembre contiamo davvero di poter indire la gara per la gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti». Così l’assessore Davide Prandi.
Lei dice che siamo in dirittura d’arrivo per la gara. Cosa significa?
«Significa che entro fine mese tutti gli adempimenti tecnici che una gara di questo tipo richiede dovrebbero essere ultimati entro la fine di questo mese. Questo significa che tra giugno e settembre potrebbe aprirsi ufficialmente la gara. Dall’apertura passano di norma sei mesi in cui possono arrivare le candidature. Questo vorrebbe dire arrivare all’affidamento nel 2027, con il soggetto che avrà vinto la gara che potrà essere operativo tra il 2027 e l’inizio del 2028».
Qualcuno potrebbe obiettare che si è aspettato troppo tempo per andare a gara...
«E io rispondo che di sicuro non abbiamo perso tempo. Tenga presente che le gare non sono comuni in altre zone del Paese. Noi in Emilia Romagna le facciamo e proprio quella per la gestione del ciclo idrico ha drenato le energie per un certo periodo. Ora siamo pronti per la gara dei rifiuti e lo stop dei mesi scorsi è stato dovuto alla necessità di recepire normative nuove».
Assessore, provi lei a spiegare ai cittadini che quando il servizio sarà assegnato dalla gara le bollette saranno più leggere...
«Di norma, laddove le gare sono state fatte, si sono avute riduzioni anche del 10% sull’importo delle bollette. L’obiettivo rimane quello di arrivare una premialità, ma è un percorso il cui traguardo non è dietro l’angolo».
Eppure anche il segretario della Uil, Roberto Rinaldi, da queste colonne, è tornato a chiedere che vengano premiati i cittadini virtuosi che fanno la differenziata...
«In linea di principio sono pienamente d’accordo, anche se un messaggio di questo tipo può rivelarsi fuorviante».
Nel senso che a essere virtuosi non ci si guadagna ma anzi si viene penalizzati?
«No, assolutamente, la strada è quella giusta e lo prova il fatto che, a differenza di altre regioni d’Italia, l’Emilia Romagna, proprio grazie alle sue politiche, ha raggiunto l’autosufficienza nel ciclo di smaltimento. Ma questo non basta per ottenere subito bollette più leggere».
Eppure la politica ha spesso spinto su questo tasto...
«E lo ha fatto in buonafede per alzare in tutti noi il livello di coscienza civica. È l’obiettivo che tutti vogliamo raggiungere. E anche per questo quello della gara è un traguardo fondamentale».
Per quali ragioni?
«Perché servono investimenti. E quando penso agli investimenti mi riferisco proprio a quelle cose che i cittadini vedono ogni giorno, dai nuovi cestini in centro storico ai cassonetti di ultima generazione, fino a macchinari e mezzi più moderni. Chi si aggiudica una gara, forte della stabilità che gli deriva dall’aver vinto è certamente più motivato di chi resta nell’incertezza».
Qual è il valore economico della gara?
«Considerato che ogni anno il piano economico e finanziario su questo versante vale oltre i cento milioni e visto che è dal 2011 che non c’è una gara, il valore della prossima è vicina al miliardo e mezzo. Sulla qualità della gara sono assolutamente tranquillo».
Il gestore che vincerà riuscirà ad abbassare le bollette?
«I margini per il vincitore della gara ci sono. Pensiamo ad esempio che oggi, nella bolletta, vengono addebitati i costi del verde pubblico. Quella voce, già nel 2027 uscirà dalla bolletta della Tari». © RIPRODUZIONE RISERVATA
