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Da «abbiamo dovuto dire di no a Shakira e Bruno Mars», alle idee per l’inverno e al sogno U2: il nuovo corso della Rcf Arena

Nicolò Valli
Da «abbiamo dovuto dire di no a Shakira e Bruno Mars», alle idee per l’inverno e al sogno U2: il nuovo corso della Rcf Arena

Reggio Emilia: l’Helwatt Festival richiamerà centinaia di migliaia di spettatori dal mondo ma secondo Victor Yari Milani in prospettiva c’è molto di più

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Reggio Emilia «Abbiamo dovuto dire di no a Shakira e Bruno Mars». Basterebbe questa frase, pronunciata ieri in conferenza da Victor Yari Milani, direttore artistico dell’Helwatt Festival, per capire le proporzioni della rassegna musicale. I mancati accordi con gli staff delle due star indiscusse della scena pop mondiale, così come quello a Kendrick Lamar, vanno nella direzione di puntare tutto sul genere house e commerciale con cinque grandi serate. La Rcf Arena riparte da qui, calando diversi assi dopo mesi di silenzio in cui ci si chiedeva quando venisse annunciato qualcosa.
 



L’Helwatt Festival richiamerà centinaia di migliaia di giovani dall’Italia e non solo, creando uno spettacolo unico che crea un solco rispetto al passato. Non più solo concerti, ma un vero e proprio festival con dj e rapper di scala mondiale. C’è di più perché, come ha precisato lo stesso Milani, «ci piacerebbe riproporre l’Helwatt anche nelle prossime stagioni, e abbiamo in mente anche qualcosa per Halloween e il periodo natalizio. Per il 2027 potremmo includere il rock, e chissà che non torni una band già venuta anni fa a Reggio...». Facile, per i presenti, è stato il collegamento con gli U2, che suonarono al Campovolo nel 1997. Ancora è presto per addentrarsi nei dettagli, anche perché prima bisognerà superare la prova estiva, ma Milani qualche dettaglio in più su dicembre lo dà: «Potremmo realizzare un’area coperta riscaldata e portare a Reggio, perché no, artisti del calibro di Mariah Carey e Michael Bublé».

Roba da stropicciarsi gli occhi, per l’importanza degli artisti e per l’indotto che ne deriverà, pensando a un’impronta (con qualche eccezione) più locale in questi primi anni di Arena eventi. Certo, come dice lo stesso direttore artistico, «servirà tolleranza anche da parte del Comune, perché non posso dire, ad esempio, a un Will Smith (premio Oscar come migliore attore nel 2022) di non bere lo champagne perché vige un’ordinanza comunale. Al tempo stesso ci vorranno regole». Sostiene lo stesso referente che l’obiettivo sarà anche quello di dare respiro alla città, motivo per cui sarà utilizzata anche l’area del Campovolo per il dopo evento oltre al Boulevard, in modo tale da fare defluire gradualmente il pubblico.

La produzione sarà immersiva («sembrerà di essere in una città del post apocalisse dominata dalle macchine» precisa) ma anche mondiale: «Vogliamo battere il Guiness World Record», rimarca Milani. A dare qualche linea guida sulla Rcf Arena ci ha pensato Andrea Cattini, presidente di C.Volo, che ha detto: «La sfida è importante e la stiamo concretizzando, la nostra “venue” è già molto conosciuta a livello italiano ed europeo ma ci stiamo allargando. Abbiamo pensato, in accordo con gli organizzatori, un evento “crossover”, in cui diversi artisti si avvicenderanno dal pomeriggio sino a notte fonda. Dalla nostra possiamo mettere uno standard di sicurezza estremamente elevato, con una visibilità ottimale oltre alla qualità dell’audio che ci ha sempre contraddistinto. Siamo pronti». Cattini ha anche spiegato che per il 38% dei biglietti sinora venduti per il concerto di Ye è stato acquistato dall’estero e dal proposito dice: «L’Helwatt Festival è un’occasione che non possiamo perdere per valorizzare le nostre eccellenze». Probabilmente in Arena sarà realizzato anche qualche altro evento più piccolo tra settembre e ottobre, con dettagli da definire. © RIPRODUZIONE RISERVATA