Grido di allarme dei residenti: «Spacciano davanti ai nostri garage: abbiamo paura a uscire di casa»
Reggio Emilia, via Tondelli sotto assedio: «Accendono fuochi, si preparano le dosi: non si sta facendo nulla per contrastare il problema»
Reggio Emilia «Ci sentiamo abbandonati a noi stessi. Gli spacciatori sostano negli spazi privati del nostro condominio, vicino ai garage. Si aspetta il morto per intervenire?». Sono sul piede di guerra i residenti del condomino di via Monsignor Tondelli 3, riuniti nel comitato di viale IV Novembre, dopo numerose segnalazioni dalle telecamere della videosorveglianza sulla presenza di spacciatori sotto casa. Ed è un grido di dolore, il loro, con cui chiedono che vi sia un maggior numero di controlli.
«Questi personaggi sostano in cortile, vicino ai garage, in una zona molto appartata – spiegano i residenti – . Spacciano e si drogano davanti alla porta di accesso al condominio. Il punto di accesso dove questo succede è davanti alla porta d’ingresso delle nostre cantine in via Monsignor Tondelli 3. Di lì passano spesso le persone per andare a prendere l’auto in garage. Inoltre, sostano pure tra i numeri civici 5 e 3: lì c’è un’altra porta d’ingresso per le cantine, che porta sempre al numero 3». I residenti hanno allertato spesso le forze dell’ordine. «Qualche cittadino ha tentato di cacciarli, ma sappiamo benissimo che quando si ritrovano nel branco diventano violenti – aggiungono i residenti –. In un’occasione ce n’erano cinque insieme. Oltre alla droga, queste persone accendono dei fuochi, o per scaldarsi o per prepararsi la dose, davanti alla porta d’ingresso. C’è anche il pericolo che possa succedere qualcosa al palazzo. Oppure, mettendomi nei panni di una ragazza o di una donna che deve entrare o uscire da lì, avrei molta paura. Siamo circondati e quando si scende nelle cantine per accedere al garage o fuori dal condominio bisogna farsi accompagnare e stare attenti. Anche l’impresa di pulizie si lamenta».
«Adesso si fermano a quell’ingresso, ma potrebbero entrare. Accedere alle cantine non è difficile. Spesso sono state trovate anche siringhe, piedi di porco o altri oggetti utili a scassinare – aggiungono i residenti –. Noi stiamo installando l’illuminazione nelle zone più buie, ma non so quanto possa servire. Vediamo una situazione di stallo da parte di chi dovrebbe interessarsi di questo. Non si sta facendo nulla per contrastare il problema. Abbiamo a che fare con delle persone violente: aspettiamo che succeda qualcosa a qualcuno di noi? Capiamo che le cose sono uguali da 10 anni e che Massari ha ereditato una situazione grave, non pretendiamo che faccia tutto subito, ma servono controlli. Siamo costretti a fare le sentinelle di sera per aspettare i nostri figli: non sappiamo cosa possa succedere». l
