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«La mensa del Santa Maria? È come il reality “Cucine da incubo”». Per l’Ausl sono accuse infondate

«La mensa del Santa Maria? È come il reality “Cucine da incubo”». Per l’Ausl sono accuse infondate

I sindacati Cisl Fp Emilia Centrale, Nursind e Fials denunciano le condizioni di lavoro

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Reggio Emilia Archiviata la vertenza parcheggi, l’Azienda Usl di Reggio si trova a fare i conti con un altro fronte sindacale aperto. E chissà che i promotori di questa nuova vertenza, dopo aver scomodato Taffo per la battaglia sulla gratuità della sosta davanti al Santa Maria Nuova, ora potrebbero addirittura ingaggiare lo chef Antonino Cannavacciuolo, chiamandolo per girare una puntata di “Cucine da incubo”. La suggestione è delle stesse sigle sindacali – Cisl Fp Emilia Centrale, Nursind e Fials – che firmano un comunicato in cui si oscilla tra accuse gravi e ironie.

«Mi hanno detto di prendere le gocce per l’ansia e venire a lavorare». «Non abbiamo macchinari adeguati, prepariamo la polenta per un ospedale intero usando la frusta a mano». «In una caldaia manca un pezzo da un anno, i forni spesso non funzionano e le celle frigorifere sono troppo piccole per un servizio che è diventato enorme: entrare lì dentro è come andare in guerra».

Secondo i sindacati – dice la nota – sembra la serie “Cucine da incubo”. Ironia a parte, questo nuovo fronte sindacale non nasce all’improvviso. E non nasce nemmeno al Santa Maria Nuova. Lo si capisce nel seguito del comunicato sindacale, con cui le organizzazioni firmatarie «danno voce ai lavoratori delle cucine del Santa Maria Nuova: 38 lavoratori – dice la nota – tutti dipendenti Ausl, tra loro anche colleghi con limitazioni fisiche ignorate dai carichi di lavoro estremi. Stanchi e delusi, denunciano un clima interno che ha prodotto attacchi di panico e una pressione eccessiva e che se dovessero arrivare loro addosso anche i pasti dell’ospedale Franchini di Montecchio, la cucina del Santa Maria scoppierebbe».

Dopo l’assemblea coi lavoratori, Cisl Fp Emilia Centrale, Nursind e Fials spiegano che «le cucine ospedaliere sono un servizio pubblico essenziale e chi lo garantisce merita dignità e tutele. Qui si preparano oltre 72.000 pasti al mese: se la cucina regge è solo grazie allo spirito di sacrificio di chi ci lavora. Servono investimenti e sicurezza, non slogan. La struttura è stata progettata per l’ospedale di 15-20 anni fa e oggi non può sostenere ulteriori carichi strutturali e fisici, come l’arrivo ipotizzato dei pasti per il Franchini. Ausl si fermi, rifletta e scriva con il sindacato una riforma del sistema mense in tutta la provincia». Cisl Fp, Fials e Nursind segnalano che anche in assemblea è emerso che il Documento di Valutazione dei Rischi (Dvr) è fermo al 2015. Si tratta dello strumento cardine per la salute e la sicurezza e va aggiornato, a maggior ragione in un servizio che è cambiato tantissimo: oltre a personale e pazienti del Santa Maria e dell’area San Lazzaro, dal 2015 si sono aggiunti Rems (intensiva e riabilitativa), Villa Valentini, i pasti per i lavoratori e per i pazienti dell’ospedale di Scandiano. Il lavoro nelle cucine si è moltiplicato e gli spazi sono diventati inadeguati. «Un Dvr così datato è scollegato dalla realtà e quindi non protegge.

E ci chiediamo: in Ausl vale forse una legge diversa da quella che fa applicare all’esterno?», osservano i tre sindacati. Poi i sindacati sottolineano un secondo problema: «Spazi e logistica. Locali piccoli, passaggi compressi e ostruzione delle uscite di sicurezza, celle e dispense sottodimensionate: carrelli e materiali accatastati, ostacoli ovunque, manovre continue, rischio di urti e contusioni. Terzo: attrezzature obsolete e manutenzioni (in appalto) carenti, a fronte di carichi reali superiori al mansionario. Quarto: clima interno pesante, con imposizioni, modi sbrigativi e autoritari, il rifiuto/assenza di riunioni di servizio ampie. Si preferisce una comunicazione ristretta a pochi, che produce un clima “malsano” e conflittuale che peggiora la tenuta psicologica. È segnalata pure la pretesa di avere tutti già cambiati e al lavoro alle 6:30, quando a quell’ora si dovrebbe, invece, timbrare. Le proposte L’alleanza sindacale formalizzerà ad Ausl 10 proposte. La più urgente: aggiornare subito il Dvr e rispettare organizzazione del lavoro e mansionario. Poi manutenzione programmata con tempi certi (forni, caldaie, carrelli, impianti) e un sopralluogo congiunto su celle, dispense e corridoi con Ufficio Tecnico, Servizio di Prevenzione e Protezione e Rls. Servono inoltre revisione dei turni e distribuzione dei carichi, riunioni periodiche e procedure di ascolto, lo stop alle pressioni informali». «Infine, dato che mancano attrezzi adeguati, siamo pronti a chiedere ai reggiani di donare ciò che manca, con un’operazione di fundraising, in collaborazione con Ausl», chiosano Cisl Fp, Nursind e Fials.

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