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L’appello

Il comitato “Gavassa bene comune” alza la voce: «Abbandonati dalla pubblica amministrazione»

Il comitato “Gavassa bene comune” alza la voce: «Abbandonati dalla pubblica amministrazione»

Reggio Emilia, i cittadini chiedono di essere ascoltati: «Gli alluvionati attendono l’esecuzione dei lavori per la messa in sicurezza delle loro abitazioni già promessi nel 2024»

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Reggio Emilia «Purtroppo siamo nuovamente costretti a denunciare pubblicamente, malgrado le nostre richieste scritte e verbali, le diverse raccolte di firme, lo stato di abbandono in cui sono lasciati dalla pubblica amministrazione i residenti della frazione». I cittadini del comitato "Gavassa bene comune" e del controllo di comunità Gavassa alzano la voce e chiedono di essere ascoltati. «Le esigue richieste da tempo inoltrate, alcune promesse da anni e altre: ampliamento del cimitero locale ora completo; collegamento della scuola primaria agli impianti sportivi- progettato, promesso e mai realizzato, sono state completamente ignorate - dicono i cittadini -. Inoltre, nuove strutture-pesanti, Rcf Arena e Forsu, sono state scaricate sui residenti oltre ad altre problematiche che esistono da tempo, creando un’oggettiva situazione di delusione. Sono in programma importanti concerti con afflusso di pubblico numeroso nonostante la mancanza di vie di accesso adeguate e soprattutto di deflusso sufficienti al numero di spettatori. Gli alluvionati attendono l’esecuzione dei lavori per la messa in sicurezza delle loro abitazioni già promessi nel 2024. L’ampliamento della scuola primaria di Gavassa e l’esecuzione della manutenzione necessaria sono state tante volte richieste e mai attuate».

Il comitato manda poi l’elenco delle opere storiche inoltrato alle autorità: collegamento della scuola primaria di via degli Azzarri agli impianti sportivi in via Fleming mediante pista pedonale in parte già in essere; ampliamento del cimitero di Gavassa, ormai esaurito, con la costruzione di nuovi loculi; messa in sicurezza dell’attraversamento pedonale in via Vertoiba 46; sistemazione del canale di Prato adiacente a via Lenin con inizio dalla strettoia (Lumaca) anche per motivi di igiene pubblica perché per lunghi periodi si trasforma in una fogna a cielo aperto adiacente alle abitazioni a seguito di stagnazione delle acque di scarico. Il percorso pedonale lungo la sponda del Rodano a Gavassa predisposto dal Comune con targhe segnaletiche è stato chiuso dall’Aipo con sbarre e lucchetti impedendo il passaggio. l© RIPRODUZIONE RISERVATA