Gazzetta di Reggio

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L’aggressione

«Il tono della voce è troppo alto». E picchia un ragazzino con problemi di udito e il padre in biblioteca

Serena Arbizzi

	Il padre è stato colpito all'occhio all'interno della biblioteca di Santa Croce da uno sconosciuto
Il padre è stato colpito all'occhio all'interno della biblioteca di Santa Croce da uno sconosciuto

Reggio Emilia: l’aggressione a Santa Croce, le due vittime sono finite in ospedale. Indagano i carabinieri

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Reggio Emilia Aggredisce un ragazzino, con gravi problemi di udito, perché accusato di usare un tono della voce troppo alto con il suo gruppo composto da sei amici. Una volta arrivato il padre del giovane, l’aggressore si è scagliato contro di lui. «Cosa c’è? Le vuoi prendere anche tu?», è la frase che gli ha rivolto, prima di afferrare il capo del genitore del ragazzo e premere con forza le sue dita negli occhi. Entrambi, genitori e figlio, hanno dovuto ricorrere alle cure dell’ospedale. L’episodio, culminato con una denuncia, si è verificato lunedì pomeriggio poco dopo le 17, alla biblioteca Santa Croce di via Adua. Un uomo ha tirato per i capelli il ragazzino, che si trovava con gli amici in biblioteca e lo ha sbattuto sul divanetto poco distante. Il giovane ha chiamato il genitore per chiedere aiuto.

Il padre ha raggiunto molto preoccupato la biblioteca: due dipendenti della struttura lo hanno avvicinato invitandolo a calmarsi e informandolo che erano già stati chiamati i carabinieri. «Poco più in là ho notato uomo seduto, di alta statura, corporatura robusta e inflessione locale che si è rivolto a me chiedendomi: “Le vuoi prendere anche tu?”. Poi si è avvicinato a me e, mi ha preso la testa con le mani e mi ha infilato con forza le dita negli occhi. Sono caduto a terra, dolorante, mentre quell’uomo rimaneva avvinghiato a me, continuando ad aggredirmi». Mentre entrambi erano ancora a terra sono arrivati i carabinieri che hanno separato l’aggressore dal padre del ragazzino. Poco dopo è arrivata sul posto un’ambulanza. Il padre è stato dimesso dall’ospedale con quattro giorni di prognosi; al figlio sono stati diagnosticati tre giorni di prognosi per un «trauma cranico da colluttazione». Sul posto si è recata anche la nonna del ragazzino, la quale ha chiesto all’aggressore le ragioni dei suoi gesti. Lui le ha risposto: «Sono stato io ad averlo picchiato, perché voi crescete delle m...». La biblioteca, interpellata telefonicamente dalla Gazzetta, fa sapere che durante l’episodio «non sono state coinvolte baby gang. Appena accaduto abbiamo allertato i carabinieri». © RIPRODUZIONE RISERVATA