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Dalla maglia di Saronni alla racchetta firmata da Federer: la collezione di Claudio Cattani è diventato museo dedicato allo sport

Aldo Spadoni
Dalla maglia di Saronni alla racchetta firmata da Federer: la collezione di Claudio Cattani è diventato museo dedicato allo sport

Novellara: oltre 600 maglie, biciclette e ricordi che raccontano la storia dei grandi campioni

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Novellara Da un anno e mezzo, a Novellara in via Viazza, si può visitare il Museo del Ciclismo e dello Sport. Ad aprirlo, nel fine settimana su appuntamento, è Claudio Cattani, 51enne di origine rubierese e istruttore federale di fitness. Nel corso dei decenni ha raccolto migliaia di storie e cimeli di grandi leggende dello sport.

Cattani, come è nata questa passione e l’idea di creare un museo?
«Devo ringraziare mio padre Paolo: fin da bambino lo accompagnavo nei viaggi in cui seguiva importanti squadre di ciclismo e, vedendo i professionisti all’opera, mi sono appassionato a mia volta a questo sport. Nel lontano 1982 ricevetti da Giuseppe Saronni la sua maglia di campione del mondo e da lì iniziai a collezionare tutto ciò che riguardava lo sport; tra gli ultimi cimeli arrivati c’è la racchetta firmata dalla leggenda del tennis Roger Federer».
Cosa c’è nel suo museo?
«Oltre 600 maglie, biciclette e ricordi che raccontano la storia dei grandi campioni delle due ruote, amate da chi continua a vivere il ciclismo e lo sport come una passione senza tempo. Oltre alle maglie dei team, nella raccolta sono esposte le maglie rosa dei vincitori del Giro d’Italia e quelle gialle di chi ha trionfato al Tour de France. Sono presenti anche maglie appartenenti a campioni di altri sport, come tennis, basket, pallamano, calcio e ginnastica artistica, oltre a cimeli legati a golf, pattinaggio, nuoto, boxe, ginnastica ritmica e atletica leggera. Nel museo è presente anche una sezione dedicata ai libri e ai giornali che raccontano il ciclismo e le grandi imprese sportive, con numerosi quotidiani legati a epoche passate».
Lei ha praticato sport?
«Sì, ho corso in bicicletta nelle categorie esordienti e allievi alla fine degli anni ’80, ma non ho mai abbandonato la passione per la bicicletta e per lo sport. Mi sono dedicato alla conoscenza personale dei grandi campioni, ho studiato attentamente le loro biografie e questo ha alimentato la mia passione. Ho raccolto cimeli e testimonianze dirette dei protagonisti dello sport che considero il più bello del mondo: il ciclismo, che penso di conoscere in tutte le sue sfaccettature».
Oltre che nel museo, i suoi cimeli in quali occasioni vengono esposti?
«Il Museo del Ciclismo ha prestato i suoi cimeli in occasione di diverse iniziative, per mostrare alcuni pezzi storici legati agli eventi. Tra queste Bici al Chiodo, La Tanica nella Repubblica di San Marino e il Premio Fedeltà allo Sport a Lucca».
Per visitarlo: 338-645.5701, per fissare un appuntamento. © RIPRODUZIONE RISERVATA