E’ morto Antonio Viscione capo ultras dei Baskings: aveva 52 anni
La società ritira la sua maglia. «Era molto più di una presenza sugli spalti. Era il cuore pulsante della tifoseria»
Reggio Emilia La città del tifo è in lutto per la scomparsa improvvisa di Antonio Viscione, 52 anni, Capo Ultras dei Baskings – squadra di basket inclusivo - venuto a mancare il 16 febbraio. I funerali si terranno oggi giovedì 19 febbraio alle 13.45, con partenza dalla Casa funeraria Croce Verde di via della Croce Verde 1 a Reggio Emilia per la chiesa parrocchiale di Gavassa, dove sarà celebrata la messa; al termine il feretro proseguirà verso il cimitero nuovo di Coviolo, in attesa della cremazione. Lascia la moglie Tina, i figli Francesco e Manuel, la mamma e il papà, il fratello, le sorelle.
«La comunità dei Reggio Emilia Baskings si stringe in un abbraccio carico di dolore e riconoscenza per la scomparsa di Antonio Viscione, storico Capo Ultras e papà dell’atleta Francesco, venuto prematuramente a mancare nei giorni scorsi – si legge in un toccante ricordo inviato da Reggio Emilia Baskings -. Una perdita che lascia un vuoto profondo non solo nella sua famiglia, ma in tutto il mondo Baskings, che oggi piange una delle sue anime più autentiche».
«Antonio era molto più di una presenza sugli spalti. Era il cuore pulsante della tifoseria, il motore emotivo della squadra. Ad ogni partita arrivava con un coro nuovo, pensato la notte prima; riusciva sempre a coinvolgere tutti i ragazzi presenti in tribuna, trasformando il tifo in un momento di partecipazione collettiva, inclusiva e contagiosa. Chiunque abbia affrontato Reggio lo ricorda in prima fila, con la maglia blu e i pantaloni bianchi, a sventolare con orgoglio il bandierone – vanno avanti -. Ma il suo ruolo andava ben oltre l’entusiasmo sugli spalti. Con il suo grande cuore e la sua sensibilità, Antonio sapeva far sentire ogni atleta importante. Era un sostegno prezioso per gli allenatori, un punto di riferimento per gli altri genitori, un esempio concreto di come lo sport possa diventare comunità e famiglia. La sua voce, sempre pronta a sostenere, contribuiva a creare un clima unico, dove il Baskin non era solo competizione ma incontro, inclusione ed energia condivisa». «Ci sono tifosi che non stanno semplicemente sugli spalti, ma vivono nel cuore della squadra. Antonio era presenza, voce, passione pura. Ogni applauso, ogni coro, ogni battito per questi colori porterà, da oggi in poi, anche il suo nome. Per questo la società ha deciso di “ritirare” simbolicamente la sua maglia: nessuno potrà mai essere ricordato come il primo, vero Capo Ultras dei Baskings. E anche se non lo vedremo più in prima fila a guidare il tifo, siamo certi che continuerà ad accompagnarci in ogni partita, perché la sua presenza è parte della nostra storia». «Allenatori, atleti, genitori e avversari lo ricordano come un uomo capace di unire, di far sorridere, di tendere una mano. Oggi la grande famiglia dei Baskings si stringe con affetto attorno alla moglie Tina e ai figli Francesco e Manuel, condividendo un dolore che è collettivo. Questo non vuole essere un addio, ma un grazie. Per sempre. Ci mancherai Capo Ultras».
