Ruba tutto il caffè Lavazza dal Conad, ma il titolare lo scopre e lo insegue
Fabbrico: l’uomo che agiva con un complice, si era rifugiato in moschea. E’ stato fermato dai carabinieri
Fabbrico Aveva tentato di rubare, insieme a un complice, caffè del valore di mille euro dagli scaffali del supermercato. Una volta scoperto è scappato, ma il responsabile del punto vendita lo ha seguito e lo ha raggiunto, grazie alla collaborazione di due cittadine, nella moschea dove si era rifugiato, sperando di mescolarsi con il via vai creato dal Ramadan. Non è di certo passato inosservato l’inseguimento del ladro che aveva cercato di portare via il caffè dal Conad di via De Amicis, nel primo pomeriggio di mercoledì.
Tutto è successo poco dopo le 15 di mercoledì. Due malviventi sono entrati con due borse rigide e hanno fatto man bassa di più tipologie di caffè trovate sugli scaffali. La prontezza del responsabile del punto vendita è stata determinante nell’individuare il tentativo di furto. Leonardo Bertazzoni, infatti, ricordava un furto avvenuto pochi mesi prima, sempre ai danni del Conad, precisamente lo scorso ottobre. Il responsabile ha notato, infatti, dalle telecamere una borsa rigida collocata vicino all’ingresso, fatta strisciare per non fare suonare il sensore e consentire al ladro di fuggire con la refurtiva senza essere scoperto. «Ho osservato le telecamere in diretta e ho visto la sporta abbandonata all’ingresso - afferma Bertazzoni -. Erano in due, i complici: hanno preso un carrello, rubato due borse rigide e in meno di un minuto hanno svuotano lo scaffale contenente il caffè. Uno dei due è andato a pagare, il secondo ha tirato via le sportine rigide e le ha sistemate cercando di non far suonare il cancello. Le ha fatte strisciare per terra. In prevalenza, rubano caffè Lavazza, più facile da rivendere, sia in Italia, sia all’estero. Questa volta hanno sottratto sia il caffè in grani, sia macinato: quello in grani l’ho recuperato successivamente. Anche lo scorso ottobre era stato rubato caffè e, da quanto sembra, pare si tratti della stessa persona. Fatto sta che ho fermato uno dei ladri, gli ho detto che avrei chiamato i carabinieri: lui è uscito e ha iniziato a correre. Due signore pakistane mi sono venute a chiamare per dirmi che era nascosto nel giardino di una casa. Il ladro ha ripreso a correre e, una volta sorpreso, si è nascosto nella moschea. Ho ringraziato quelle due signore e desidero ringraziare anche i carabinieri, intervenuti tempestivamente».
