Migliorano le condizioni dell’operaio precipitato dalla scala: il 43enne non è più in pericolo di vita
Reggio Emilia, l’uomo era stato ricoverato in Rianimazione al Maggiore di Parma. Ora i medici hanno sciolto la prognosi, ed hanno fatto trasferire il paziente in un altro reparto
Reggio Emilia Sono in fase di miglioramento le condizioni dell’operaio di 43 anni che venerdì pomeriggio (20 febbraio) è caduto da una scala mentre stava cercando di riparare una grondaia in un capannone di via Raffaello, nella zona industriale di Mancasale, a Reggio Emilia. In un primo momento l’uomo, che è di origini albanesi e abita a Barco, è stato portato in gravi condizioni all’ospedale di Parma e ricoverato nel reparto di Rianimazione.
Le sue condizioni causavano preoccupazione a causa dell’impatto con l’asfalto: l’operaio, che stava lavorando assistito dal figlio, aveva infatti perso l’equilibrio e sbattuto violentemente la testa. Ieri (21 febbraio) i medici del Maggiore hanno sciolto la prognosi, trasferendo il paziente in un altro reparto, dove proseguirà il periodo di cure. Non è comunque in pericolo di vita e questa è la notizia più importante. Proseguono intanto le indagini della polizia di Stato e della Medicina del Lavoro dell’Ausl per ricostruire la dinamica di quella che poteva essere una tragedia.
L’episodio si è verificato venerdì poco prima delle 17 quando da un capannone della zona industriale, vicino a una palestra e all’officina della Renault, è stato dato l’allarme. A Mancasale sono arrivate velocemente un’ambulanza e un’automedica, oltre all’elisoccorso del Soccorso Alpino che è atterrato nell’area verde di via Filangieri. L’uomo è stato curato e caricato velocemente sul mezzo aereo per arrivare il prima possibile al centro sanitario di Parma. Sul posto sono rimasti i testimoni, a partire dal figlio che era accanto al padre e ha vissuto da vicino tutti quei drammatici momenti. Poca la voglia di parlare anche a causa della paura e dell’apprensione per le condizioni dell’operaio: ieri è arrivato un sospiro di sollievo. l© RIPRODUZIONE RISERVATA