Gazzetta di Reggio

Reggio

Violenza sulle donne

Legata al termosifone con un cavo, picchiata e umiliata: «Io sono il tuo padrone». Ora il compagno è stato arrestato

Legata al termosifone con un cavo, picchiata e umiliata: «Io sono il tuo padrone». Ora il compagno è stato arrestato

Campagnola Emilia: l’orrore in un’abitazione dove la donna era di fatto segregata in casa, i carabinieri hanno arrestato un 34enne

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Campagnola Emilia Un’escalation di violenze fisiche e psicologiche, fatta di controllo ossessivo, segregazioni e umiliazioni quotidiane, culminata anche nell’episodio in cui la donna sarebbe stata legata a un termosifone per impedirle di fuggire: per questi fatti un 34enne è stato arrestato a Campagnola Emilia con l’accusa di maltrattamenti contro familiari e conviventi, induzione all’uso di sostanze stupefacenti e lesioni personali.

L’indagato

L’indagato, un 34enne di origine marocchina, è accusato di maltrattamenti contro familiari e conviventi, induzione all’uso di sostanze stupefacenti e lesioni personali. La Procura della Repubblica di Reggio Emilia ha richiesto e ottenuto dal gip l’applicazione della custodia cautelare in carcere, eseguita dai carabinieri di Campagnola Emilia nel pomeriggio del 21 febbraio.


Le indagini

Secondo le indagini dei carabinieri, l’uomo, spesso sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, avrebbe maltrattato la fidanzata convivente con continue vessazioni fisiche e psicologiche, costringendola infine a lasciare la propria abitazione per trovare protezione a casa di un’amica. La relazione sarebbe stata caratterizzata da aggressioni fisiche e verbali, costrizioni sul piano sessuale e danneggiamenti. Per mesi il 34enne avrebbe esercitato un controllo ossessivo sulla donna, arrivando a segregarla in casa, chiudendola a chiave nella camera da letto e facendola uscire solo per cucinare, pulire e andare in bagno. In un’occasione l’avrebbe legata a un termosifone con una prolunga elettrica per impedirle di allontanarsi; in un’altra l’avrebbe costretta, sotto minaccia, a fumare crack. In almeno due episodi avrebbe indotto la compagna a subire rapporti sessuali completi, colpendola alla testa e schiaffeggiandola al volto. Per mesi la donna sarebbe stata costretta a subire plurime violenze fisiche e morali.

Negli atti d’indagine sono numerosi gli episodi di violenza raccontati dalla vittima, che sarebbero avvenuti con cadenza quotidiana, soprattutto quando l’uomo era sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Offese e minacce, schiaffi e pugni alla testa, calci, dita negli occhi e sputi: una lunga sequenza di abusi. L’uomo la avrebbe minacciata anche con cutter, cacciaviti e forbici, dicendole «ti ammazzo» o minacciando di fare del male ai suoi figli. La controllava in ogni aspetto della vita, impedendole relazioni con altre persone, cancellando i contatti dal cellulare e costringendola a parlare in vivavoce con la madre per poter ascoltare le conversazioni. Frequenti anche gli scatti d’ira, durante i quali rompeva oggetti come televisori, lampadari e cellulari. Più volte la donna sarebbe stata segregata in casa, chiusa a chiave nella camera da letto e fatta uscire solo per svolgere le faccende domestiche e per andare in bagno, costretta a mangiare avanzi di cibo da un piatto posato sul pavimento, con l’uomo che le diceva «mangia cane». In un’occasione l’avrebbe afferrata per la gola dicendole «io sono il tuo padrone, voi donne dovete ubbidire». La costringeva ad avere rapporti sessuali e la picchiava se tentava di ribellarsi. Quando la donna gli ha detto che voleva andarsene, l’uomo l’avrebbe colpita con un violento schiaffo al volto, poi con un pugno in bocca che le ha fatto cadere un dente e un altro alla testa che l’ha fatta svenire. L’avrebbe poi fatta salire in auto e, durante il tragitto, avrebbe tentato più volte di buttarla fuori dal veicolo. In diverse occasioni la donna è finita in ospedale.