Muore travolto da un ramo. Il figlio: «Era una stella polare per tutti»
Montecchio Emilia: parla il figlio di Vito Tarantola, 80 anni. Domenica l’incidente nel giardino di un amico dove erano in corso lavori di potatura
Montecchio Emilia «Mio padre era una persona buonissima. Questa tragedia ci ha sconvolto tutti. Mia madre sapeva che era andato a trovare i suoi amici e lo aspettava per pranzo. Invece è arrivata la telefonata dei carabinieri...». Il giorno dopo la tragica morte di Vito Tarantola, l’80enne travolto da un ramo durante le operazioni di potatura nel giardino di casa dell’amico, in via IV Novembre, parla il figlio del pensionato, Domenico.
Dopo il devastante dolore, lo shock e il comprensibile smarrimento di domenica mattina, ora prevale il desiderio di rendere omaggio al genitore, morto in circostanze così imprevedibili e improvvise: «Era un grande lavoratore, un grande padre, sempre pronto ad aiutare tutti. Per noi era una stella polare, lo era per tutti», si lascia andare al ricordo il figlio. «Adorava il verde, le rose, i fiori – dice –. Era una sua grande passione. Aveva straordinarie doti da giardiniere». Che proprio questa sua passione gli sia stata fatale domenica, o che vi siano, invece, responsabilità da parte degli operatori al lavoro nel giardino, ancora non è chiaro. «Non sappiamo ancora i dettagli della dinamica – risponde Domenico Tarantolo –. Anche noi aspettiamo di venire aggiornati su questo dagli inquirenti, che pure ci stanno informando passo passo su tutto. Al momento per noi resta una tragica fatalità. Ma è chiaro che aspettiamo di sapere».
Domenica, dopo la tragedia, anche i famigliari di Tarantolo, tra i quali anche l’altro figlio Luigi, si sono precipitati sul posto, così come i proprietari dell’abitazione. Si è registrato anche qualche momento di tensione con i giornalisti presenti. «Questa tragedia ci ha sconvolto tutti. Un bruttissimo fulmine a ciel sereno... – spiega il figlio del pensionato –. Io non sapevo neppure che mio padre fosse uscito di casa. L’ho saputo quando mi hanno chiamato i carabinieri. È stato devastante. Siamo tutti sotto shock. Ora teniamo a ringraziare tutti per il calore che ci hanno riservato. Dà l’idea di quanto mio padre fosse conosciuto e stimato, come una persona veramente buona».
Vito Tarantolo, racconta il figlio, era arrivato dalla Sicilia con la famiglia quando ancora aveva 12 anni. Dunque cresciuto e vissuto a Montecchio da quasi 70 anni. Aveva lavorato per una vita alla Fasma srl, azienda che produce armadietti metallici e spogliatoi, di Montecchio. Una volta in pensione si era dedicato alla famiglia, agli amici e ai suoi hobby, aiutato anche da buone condizioni fisiche. Domenica era andato in visita agli amici anche per aiutare, in previsione dell’intervento della ditta specializzata in manutenzione del verde, un’azienda di Traversetolo (Parma). Poi l’incredibile tragedia, per la quale, ora, indaga la Procura, che attende le risultanze delle verifiche effettuate sul posto da carabinieri e tecnici del Servizio di prevenzione e sicurezza sugli ambienti di lavoro. La salma ancora ieri era a disposizione del magistrato. I famigliari, dunque, attendono per potere disporre, forse già da oggi, il funerale, che è stato affidato alle onoranze funebri Vighi. © RIPRODUZIONE RISERVATA
