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Il caso

«A Novellara raccolgono fondi per una moschea»


	Il volantino sotto accusa
Il volantino sotto accusa

L’opposizione denuncia la circolazione di un volantino con l’iniziativa. Il sindaco: «Non esiste alcuna richiesta»

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Novellara Un volantino che parla di una futura moschea a Novellara accende il dibattito politico. A sollevare il caso è il gruppo Novellara Democratica Civica. «In questi giorni mi sono stati segnalati volantini e locandine di un’associazione islamica novellarese che chiede fondi, con tanto di Iban per fare i versamenti, per acquistare un’area di 5.350 metri quadrati in cui realizzare una grande moschea. Dalle foto dei volantini/locandine emergono chiaramente la planimetria dell’area e alcune foto dell’edificio oggi adibito a officina meccanica che si trova in zona nord di Novellara, adiacente alla Casa della Carità, tra via Due Giugno e la Strada Provinciale», dice la Consigliera Cristina Fantinati.

«L’amministrazione sapeva? Ha incontrato i promotori? Esistono interlocuzioni o pratiche in corso? Se esistono contatti, perché il Consiglio Comunale non è stato informato? Se non esistono, come è possibile che si promuova pubblicamente un progetto di questa portata senza alcun confronto istituzionale? Ho riferito al mio Gruppo consiliare e abbiamo deciso di presentare una richiesta di accesso agli atti e di depositare un’interrogazione al sindaco». Sulla stessa linea il capogruppo Alessandro Cagossi. «Chiediamo al sindaco di chiarire se la struttura sarà inquadrata come luogo di culto o associazione culturale e se il Comune ha in programma di aiutare economicamente l’associazione islamica per l’acquisto dell’area».

Immediata la replica del sindaco Simone Zarantonello. «La minoranza ha presentato una richiesta di accesso agli atti basato su un volantino che non ha alcun riscontro formale – spiega –. Non esiste nessuna richiesta, né formale né informale, e il Comune non è stato coinvolto in alcun modo». Il primo cittadino conferma di aver visto il materiale, ma invita alla cautela. «Siamo nel campo delle ipotesi. Può essere un’idea dell’associazione, come spesso accade in occasione del Ramadan, quando si raccolgono fondi indicando una finalità. Ma non c’è nulla agli atti». Zarantonello ricorda che eventuali strutture di questo tipo richiedono passaggi precisi: «Servono verifiche urbanistiche e procedure definite. Qui siamo molto prima: non c’è alcuna proposta concreta». Allo stesso tempo, il sindaco riconosce il tema più generale: «Con le associazioni ci confrontiamo spesso sull’esigenza di spazi di incontro e di preghiera. Il Comune non è pregiudizialmente contrario a luoghi di aggregazione, purché nel rispetto delle regole e con criteri di accessibilità e trasparenza». l © RIPRODUZIONE RISERVATA