Incendio alla Chemco: ecco cosa dice il bollettino di Arpae e Ausl sull’impatto ambientale
Vezzano: le fiamme hanno distrutto il capannone, nella copertura c’era amianto «ma rimasta contenuta nel perimetro del capannone»
Vezzano sul Crostolo «Per i valori riscontrati e considerata la relativamente breve durata dell’incendio, circoscritto nel capannone interessato, gli impatti ambientali possono essere considerati limitati, con un rapido miglioramento della situazione, e si possono escludere impatti significativi sulla salute della popolazione circostante. Anche la parte di copertura crollata, contenente amianto, è rimasta contenuta all’interno del perimetro del capannone. Saranno attivate prima possibile le procedure per la messa in sicurezza e bonifica del sito interessato dall’incendio e gli enti preposti continueranno anche nei prossimi giorni a controllare la situazione». Sono le conclusioni del secondo bollettino Arpae e Ausl sull’incendio che venerdì 20 febbraio, ha interessato la ditta Chemco di Vezzano sul Crostolo.
I monitoraggi sono proseguiti fino a martedì 24 febbraio e gli ultimi risultati saranno disponibili nei prossimi giorni. Intanto, però ci sono già risultati sui cui elaborare valutazioni. «Dall’analisi delle sacche, effettuate ad incendio in corso nelle immediate vicinanze, non è stata rilevata presenza di Cov in quantità superiore a 30 µg/m3, limite di quantificazione strumentale, ad eccezione del valore di metilmetacrilato, pari a 90 µg/m3 nel campione prelevato all’incrocio tra via Grandi e via F.lli Rosselli (lato nord della ditta Chemco) – si legge nella nota -. Il metilmetacrilato (Mma) è una sostanza, utilizzata ampiamente sia in ambito civile che produttivo, per la quale non sono reperibili limiti o linee guida relativi alle concentrazioni in aria ambiente. Si possono prendere a riferimento i limiti di esposizione per i lavoratori. Il valore rilevato (90 µg/m³) è ampiamente inferiore a entrambi».
I risultati dei primi campionatori passivi Radiello analizzati evidenziano valori di benzene, toluene, etilbenzene, xileni e di altri Cov inferiori al limite di quantificazione strumentale (pari a < 6 µg/m3 per Btex e < 10 µg/m3 per gli altri Cov).
Idrocarburi policiclici aromatici (Ipa)
I primi campioni si riferiscono al periodo compreso tra le ore 22:30 di venerdì 20 febbraio e le ore 10:30 di sabato 21 febbraio. Nel campione dislocato a nord dell’incendio, è stato rilevato un valore di Ipa pari a 18,9 ng/m3, di cui 1,80 ng/m3 di benzo(a)pirene. Nel campione dislocato a sud dell’incendio è stato rilevato un valore di Ipa pari a 16,0 ng/m3, di cui 0,261 ng/m3 di benzo(a)pirene. Per il benzo(a)pirene, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha raccomandato un valore guida di 1 ng/m3 per la concentrazione media annuale, valore coincidente con il valore obiettivo fissato dalla normativa italiana sulla qualità dell’aria (D.Lgs 155/2010). Il dato rilevato nella zona a nord, sottovento rispetto all'incendio, risulta superiore a tali valori obiettivo, ma si tratta di un dato puntuale, legato all’eccezionalità dell’evento, e non di un valore medio annuale. La concentrazione di benzo(a)pirene nel campione posto a nord dell’incendio mostra un valore quasi 7 volte superiore rispetto al campione posto a sud dell’incendio, valore dovuto alle condizioni meteorologiche, con venti prevalenti provenienti dai quadranti meridionali. Nei campioni riferiti al periodo compreso tra le 10:30 e le 18:30 di sabato 21 febbraio, ad incendio ancora in corso ma in via di spegnimento, si osserva già un calo nelle concentrazioni di Ipa; infatti nel campione a nord dell’incendio il valore di Ipa rilevato risulta pari a 1,75 ng/m3 di cui 0,114 ng/m3 di benzo(a)pirene, mentre nel campione a sud dell’incendio il valore di Ipa rilevato risulta pari a 6,68 ng/m3 di cui 0,123 ng/m3 di benzo(a)pirene.
Pcb, diossine e furani
Per quanto riguarda diossine (Pcdd) e furani (Pcdf), nel campione prelevato dalla tarda serata di venerdì 20 fino a metà mattina di sabato 21 febbraio a nord dell'incendio è stato rilevato un valore pari a 0,285 pg/m3 espressi come WHO-TE (World Health Organization, utilizzato per valutare il grado di tossicità di questi composti in relazione alla salute umana), di cui Tcdd (il congenere più tossico) inferiore al limite di rilevabilità strumentale, mentre nel campione prelevato a sud dell'incendio è stato rilevato un valore pari a 0,037 pg/m3 espressi come WHO-TE, di cui Tcdd inferiore al limite di rilevabilità strumentale. I valori diversi sono compatibili con le condizioni meteorologiche, con vento proveniente principalmente dai quadranti meridionali. Il valore più alto riscontrato risulta di poco inferiore al valore ritenuto indicativo di una sorgente locale in fase acuta (per diossine, furani e Pcb non sono definite per legge concentrazioni limite in aria ambiente, ma ci si riferisce a valori di riferimento proposti da organismi nazionali ed internazionali). Nei campioni riferiti al periodo compreso tra le 10:30 e le 18:30 di sabato 21 febbraio, ad incendio ancora in corso ma in via di spegnimento, si osserva un immediato calo delle concentrazioni rilevate, per cui tutti i congeneri analizzati hanno mostrato concentrazioni inferiori al limite di quantificazione strumentale in entrambi i campioni analizzati.
Le prime analisi dei policlorobifenili (Pcb) nei campioni prelevati la notte dell’incendio, tra le ore 22:30 di venerdì 20 febbraio e le ore 10:30 di sabato 21 febbraio, sono stati rilevati valori di 0,002 (campione a nord) e 0,018 (campione a sud) pg/m3 espressi come WHO-TE. Tali valori si confermano anche nei due campioni prelevati nella giornata di sabato 21 febbraio. Per tale parametro non esistono valori di riferimento in aria ambiente. La concentrazione viene sommata a quella di diossine e furani e visti i valori estremamente bassi non si evidenziano variazioni rispetto a quanto sopra riportato.
Acque di spegnimento
Come precedentemente comunicato, prosegue Arpae, l’attivazione del gestore Iren ha permesso di far confluire le acque di spegnimento in una vasca di stoccaggio dell’impianto di depurazione di Forche di Puianello. Le analisi dei campioni effettuati da Arpae nel torrente Crostolo a valle del depuratore di Forche sono tuttora in corso. I valori dei parametri al momento determinati non evidenziano criticità. Si attende tuttavia il termine delle analisi per una valutazione complessiva.
Amianto
Un primo campionamento della copertura del capannone è stato effettuato su onduline posizionate nell’area cortiliva adiacente all’azienda, in quanto non era possibile accedere all’interno dello stabilimento per motivi di sicurezza. Il campione aveva mostrato l’assenza di fibre di amianto. Lunedì 23 febbraio Arpae ha richiesto al Pubblico ministero di riferimento di poter accedere al capannone, posto sotto sequestro, per campionare direttamente la copertura dello stabile (parzialmente collassata), tramite l’ausilio di cestello messo a disposizione dai Vigili del Fuoco di Reggio Emilia. I risultati hanno mostrato la presenza di fibre di amianto (crisotilo).
«I secondi esiti dei monitoraggi confermano il quadro rassicurante emerso dai primi rilievi: non si evidenziano criticità significative né per la qualità dell’aria né per le acque, con valori in rapida diminuzione già nelle ore successive allo spegnimento dell’incendio. Per quanto riguarda la presenza di amianto, emersa dai campionamenti effettuati all’interno del capannone, attendiamo gli ulteriori approfondimenti, che saranno svolti con la consueta celerità. Gli elementi attualmente disponibili indicano che il materiale è rimasto confinato all’interno della struttura interessata dall’incendio, limitando così il rischio di dispersione all’esterno – afferma il sindaco di Vezzano sul Crostolo, Stefano Vescovi - Non appena sarà dissequestrata l’area da parte dell’autorità, provvederemo ad adottare l’ordinanza necessaria per la messa in sicurezza e la bonifica dell’area, affinché il proprietario possa intervenire rapidamente, nel pieno rispetto delle prescrizioni degli enti competenti. Continueremo a garantire la massima attenzione, trasparenza e aggiornamento costante alla cittadinanza».
