I matinée del sabato al bar Futura: l’esperienza che accende il centro storico
James Mariotti e la moglie Sara Reverberi sono tornati a Reggio Emilia dopo 14 anni a Londra: da sei mesi hanno riaperto il locale che fu un’antica pasticceria. Gli arredi sono originali
Si chiama “Futura” il bar del centro storico di Reggio Emilia che, nel quadro a tinte fosche dell’esagono, da qualche mese si sta imponendo come un piccolo, prezioso segnale che le cose in città possono prendere anche una piega diversa. Siamo all’angolo tra via Guido da Castello e via San Pietro Martire: il municipio è a pochi passi. È qui che James Mariotti con la moglie Sara Reverberi ha riaperto un locale che, per la storia che ha, sarebbe stato molto più che un peccato lasciare chiuso: la “premiata pasticceria Luigi Garavelli”, un passato glorioso che affonda le radici almeno nei primi del Novecento di cui restano testimoni gli arredi interni: sono ancora quelli originali. Per questo, è diventato il luogo giusto per James e Sara, reggiani di ritorno, dopo 14 anni a Londra: lui titolare di un locale bar con fioreria, lei fashion editor per Grazia e con un concept store.
«Quando siamo tornati in Italia, dopo le difficoltà del Covid, forse sarebbe stato più naturale scegliere di andare a Milano, ma abbiamo deciso per Reggio Emilia e il suo centro storico, luogo che amiamo. Abbiamo voluto riscoprire la nostra piccola città, che si trova in una posizione strategica grazie all’Alta Velocità» raccontano. Nella ricerca di quale luogo avrebbe potuto far fiorire tutte le esperienze maturate all’estero, lo sguardo è caduto sulle vetrine col cartello affittasi del bar che poi hanno riaperto. «Volevamo un luogo con una identità – racconta James – e quando mi sono deciso a chiamare quel numero e abbiamo conosciuto la storia di questo posto abbiamo sentito, anche, di salvare un luogo dalla grande storia: questo è stato ritrovo dei Futuristi».
Il nome Futura, come un segno del destino, era già negli appunti di James e Sara per il “bar bello” che sognavano di aprire. L’intesa poi con i proprietari dei muri – discendenti dei Garavelli della pasticceria, che hanno preservato nei decenni gli interni del locale e che ponevano come condizione per l’affitto il loro mantenimento (grazie!) – è arrivata a suggello di un incontro – tra James, Sara e i locale – in cui passato e futuro sembrano mescolarsi e fondersi, e che oggi il bar di via San Pietro Martire esprime tra il legno degli arredi originali e gli elementi di modernariato introdotti. Dopo sei mesi, si può fare un primo bilancio. «I reggiani ci hanno accolto in maniera meravigliosa» affermano senza esitazioni. «Siamo aperti dalle 8 del mattino fino alle 22, qui vediamo passare tanti tipi di clienti a seconda del momento: la cosa che ci piace è vedere qualcuno che resta a leggere un libro o a lavorare a computer. La signora che tutte le sere viene da sola a bersi uno Spritz e si sente a suo agio con noi. I clienti che tornano. Il fatto di riconoscersi» raccontano Sara e James. La scelta dei drink e dei prodotti di qualità sono un marchio distintivo, oltre alla cura che ci mettono insieme ai sei ragazzi che lavorano con loro. E poi c’è la musica coi matinée “Andamento lento”: concerti al sabato alle 12. Oggi tocca a Olivier Manchion col suo “Permanent Fatal Error”. «Un’occasione per gli artisti di avere un luogo in cui esibirsi. E un modo per chi passa di prendersi del tempo». Esperienze. Ecco ciò che oggi fa la differenza.l © RIPRODUZIONE RISERVATA