Guerra all’Iran, reggiani bloccati a Dubai. Sette in Thailandia: «Il nostro volo è stato cancellato»
L’attacco di Israele e Stati Uniti all’Iran ha fermato gli aerei civili. Il racconto di Andrea Ferrari: «Dovevamo prendere il volo per Abu Dhabi e un secondo aereo per raggiungere Milano oggi pomeriggio»
Reggio Emilia Sono diversi i cittadini reggiani bloccati in Medio Oriente dopo l’attacco Usa-Israele all’Iran e in seguito alla pioggia di droni che sta interessando tutto il Golfo. Numerosi quelli che si trovano a Dubai, impossibilitati a tornare in Italia e chiusi negli hotel. Ma anche coloro che si trovano in altri Stati e che fanno i conti con lo stop ai collegamenti aerei.
In Thailandia
Un gruppo di reggiani è rimasto bloccato in Thailandia dopo che il cielo si è svuotato di aerei, in seguito all’attacco da parte degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran. I reggiani si trovavano in vacanza a Phuket, la più grande isola della Thailandia, e avrebbero dovuto rientrare in queste ore, prendendo un volo per Abu Dhabi e, successivamente, un secondo aereo per Milano. Ieri è arrivata una mail che li avvisava della cancellazione del loro viaggio. L’attacco all’Iran di Israele e Usa e la successiva risposta di Teheran, infatti, hanno provocato lo stop dei voli civili in Medio Oriente. Come mostra, infatti, in tempo reale il portale Flighradar
Da Israele all'Iran passando per la Siria, la Giordania, l'Iraq, il Kuwait e i Paesi dell'area del Golfo. In questo momento, come si può vedere in tempo reale sul portale Flightradar che monitora il traffico aereo, nessun aereo sta sorvolando con voli civili i Paesi del Medio Oriente. Una conseguenza dell’operazione “Lion’s Roar”, il Ruggito del leone, avviata nei cieli da Israele, con il comando centrale statunitense, monitorato nel bombardare tantissimi obiettivi in tutto l’Iran.
Tra coloro che si sono visti cancellare il volo ci sono anche reggiani. «Avremmo dovuto prendere l’aereo stanotte (ieri per chi legge, ndr) alle 3 per Abu Dhabi», racconta il 34enne Andrea Ferrari, che avrebbe dovuto ritornare oggi nella sua Rubiera insieme alla moglie e ai sei amici. Andrea gestisce un reparto all’Arag, azienda di Rubiera che si occupa di materiale per l’agricoltura. «Ci troviamo a Phuket - prosegue Ferrari -. Dopo il volo per Abu Dhabi, ne avremmo dovuto prendere un secondo per ritornare oggi, alle 18, a Milano. Avremmo dovuto prendere due aerei, esattamente come abbiamo fatto all’andata, ma seguendo il percorso contrario». Il gruppo di reggiani, però, ha ricevuto una mail da parte della compagnia aerea Ethiad che ha cambiato i programmi, alla luce della delicatissima situazione internazionale.
«Nella comunicazione c’è scritto che il nostro volo è stato cancellato - aggiunge Ferrari -. Mesi fa, abbiamo scelto di prenotare una notte in più per non dover fare il check out troppo presto e poter procedere con calma. Quindi, nel frattempo rimaniamo qui e attendiamo le istruzioni della compagnia aerea. Nella mail non ho letto la motivazione che ha portato a cancellare il volo». Il gruppo di cui fa parte Andrea Ferrari era partito da Milano il 19 febbraio scorso per una vacanza tra amici. Cinque degli otto appartenenti al gruppo vengono da Rubiera, due da Reggio Emilia e una ragazza da Rolo. «Siamo tranquilli - garantisce Andrea Ferrari -. Attendiamo le istruzioni della compagnia aerea per capire quando potremo rientrare». Anche altri reggiani sono rimasti bloccati in altri Paesi del Medio Oriente, in attesa di mettersi in contatto con l’ambasciata italiana per capire come poter organizzare il rientro.
