Bici elettriche rubate dal garage: «Le usavamo per andare al lavoro: aiutateci a trovarle»
Reggio Emilia, l’appello da via Cesana. Il padrone di casa: «Danno da 4mila euro»
Reggio Emilia «Ci hanno rubato le biciclette elettriche che per noi erano l’unico mezzo di locomozione: non possiamo permetterci l’auto, le usavamo per andare al lavoro». Così si sfoga Benjamin Beluchukwu, nigeriano di 26 anni, insieme al suo coinquilino. Il furto è avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì scorso nel garage interrato del loro appartamento in viale Piave, all’angolo con via Cesana, in zona stazione. Quando venerdì di buon mattino i due residenti sono scesi per recarsi al lavoro – Benjamin è operaio metalmeccanico, il coinquilino è bracciante agricolo – hanno trovato il locale semivuoto. I ladri hanno forzato e divelto la porta d’ingresso del garage portando via due biciclette elettriche marca Cheeval di colore arancio e nero e una citybike marca Argo di colore nero, oltre a un condizionatore; i malviventi hanno lasciato solo delle borse contenenti indumenti. Un danno stimato in circa 4mila euro: un brutto colpo, per chi non ha grandi possibilità economiche. Benjamin spiega di aver comprato l’appartamento, in una palazzina con quattro civici, un anno fa con i sudati risparmi, visto che tutto quello che guadagna lo manda alla famiglia in Nigeria.
Il padrone di casa ha sporto regolare denuncia alla polizia di Stato, ma le possibilità di ritrovare le biciclette sono poche. Anche per questo ha deciso di rendere noto l’accaduto, nella speranza che qualcuno possa ritrovare le due ruote e magari restituirle. «Tra viale Piave, viale Eritrea e via Cesana i varchi sono coperti dalle telecamere: le aveva fatte installare l’ex comandante della polizia locale Stefano, su richiesta di noi residenti, per monitorare la situazione – spiega Gianni Felici del Comitato 4 Novembre, che è stato coinvolto dai cittadini che hanno subito il furto. «Quindi tramite l’analisi delle immagini delle telecamere i responsabili potrebbero essere individuati». Abitanti stranieri ben integrati che vengono presi di mira da chi vive di espedienti. Succede anche questo, nella martoriata zona della stazione storica ferroviaria, dove ogni giorno residenti e comitati denunciano furti, aggressioni e violenze anche contro le forze dell’ordine. «Non si tratta di una guerra fra poveri – precisa Felici – Il punto è che i disonesti corrono il rischio di vincerla sugli onesti. E purtroppo le persone che lavorano e fanno sacrifici quotidiani finiscono per essere mazziati e cornuti dai malviventi, che imperversano e troppo spesso rimangono impuniti. I cittadini onesti vogliono con forza, anzi hanno il diritto, di vivere in tranquillità. Anche questi giovani, che hanno subìto il furto e sono originario della Nigeria, dicono che sono venuti nella nostra città per migliorare le loro condizioni di vita, mentre coloro che sono dediti al furto o allo spaccio devono essere rispediti a casa. Non bisogna fare di tutta un’erba un fascio: occorre distinguere le persone a seconda di come si comportano». Benjamin si dice indignato per l’accaduto e si augura che le forze dell’ordine e i cittadini possano aiutarlo a ritrovare il maltolto. «I responsabili possono essere individuati, se ci sarà la volontà», conclude Felici. l © RIPRODUZIONE RISERVATA
