Meloni “decapitata” con una ghigliottina al Carnevale di Casa Bettola, Fdi insorge: «Chiedete scusa». Ecco la risposta
Reggio Emilia, l’episodio è avvenuto sabato 28 febbraio alla festa dello spazio sociale al parco delle Caprette
Reggio Emilia Una ghigliottina di cartone da cui cade una maschera raffigurante la testa di Giorgia Meloni (ma ci sono anche quelle dei leader politici mondiali Donald Trump, Benjamin Netanyahu, Victor Orban e Vladimir Putin e di Elon Musk). Il tutto con a fianco una sorta di “ruota della fortuna” per estrarre chi decapitare e la scritta: “Collezionali tutti”.
La trovata è andata in scena al “Carnevale popolare” organizzato domenica dallo spazio sociale “Casa Bettola” di Reggio Emilia al parco delle Caprette. Fratelli d'Italia annuncia battaglia, d'accordo con i vertici nazionali del partito. «Uno spettacolo degradante che non diverte nessuno», commentano da Fdi. E ancora, rivolto ai centri sociali reggiani, «la loro violenza, seppur simbolica, è il segno di un vuoto politico e culturale che provano a riempire con l'odio. Vergognatevi e chiedete scusa», dice il partito della premier.
Gianluca Vinci, parlamentare di Fdi, aggiunge: «Un atto gravissimo quello accaduto sabato scorso a Reggio Emilia, al parco Le Caprette, non è uno scherzo di Carnevale ma una incitazione all’odio che non deve essere mai consentita. Dove amministra la Sinistra il Carnevale si fa in piena quaresima e si invita alla violenza. Le immagini sono di sabato scorso, gli autori sono un collettivo denominato Casa Bettola. Il Comune e il Pd condannino subito tale gesto».
La replica
Alle polemiche, arriva la replica di Casa Bettola. «Il 28 febbraio più di mille persone si sono trovate nei parchi e per le vie della prima periferia di Reggio Emilia in occasione del Carnevale Popolare; una grande giornata di festa capace di sprigionare la primavera attraverso musica, danza e creatività collettiva. Tra le tante maschere quest'anno è emersa anche una ghigliottina con i volti dei “Re” che in questo momento stanno mettendo a rischio le nostre vite, sottraendo ciò che è rimasto della democrazia con un progetto di società sempre più autoriatrio, gettandoci in un contesto di guerra globale – si legge in una nota – Una ghigliottina di cartone che, in continuità con la storia liberatoria del carnevale, si presenta come strumento di emancipazione ideale da ciò che ci opprime, che siano i Re e le loro guerre o le strutture di potere e le norme che noi stessi abbiamo assimilato nel tempo. Una maschera colorata con le tempere, portata da persone con passamontagna fatti all'uncinetto, per denunciare i governi che stanno compiendo genocidi, con armi che non sono fatte con la cartapesta».
«Questa ghigliottina si inserisce anche in un contesto più ampio, di una parte di società che si sta organizzando verso e oltre il 28 marzo, quando si svolgerà una grande mobilitazione internazionale che prende spunto dal movimento “No Kings” negli stati uniti e che vedrà una grande manifestazione a Roma contro i Re e le loro guerre, in contemporanea con città come Londra e Minneapolis. Un percorso a cui i spazi sociali di Reggio Emilia partecipano e a cui invitano tutte e tutti a costruire insieme. Lungo il colorato e rumuroso corteo di carnevale c'erano anche tante altre maschere come una grande testa di Medusa, che con il suo sguardo austero dice “Blocchiamo tutto!” come hanno affermato i due scioperi generali dell’autunno in cui milioni di persone hanno bloccato la circolazione per fermare il genocidio in corso; un bruco lungo diversi metri dei colori della Palestina, in cerca della sua metamorfosi in farfalla; un grande fuoco di cartapesta che scioglie un cubo di ghiaccio, portato dalla principessa Elsa, per dare risonanza alla mobilitazione contro le violenze di ICE negli USA. Come si legge in “Storia della gioia collettiva” della femminista Barbara Ehrenreich: “Quale fosse la categoria sociale in cui eri stato inquadrato – maschio o femmina, ricco o povero – il Carnevale ti offriva l’occasione di evaderne”. Così è stato anche in questa quinta edizione del Carnevale popolare di Reggio Emilia, in cui abbiamo per un attimo respirato, ribaltando per un'attimo il mondo. Citando Shakespeare: “Oh gentiluomini, il tempo della vita è breve! Trascorrere questa brevità nella bassezza sarebbe cosa troppo lunga. Se viviamo è per camminare sulla testa dei Re».