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L’intervista

Da Guastalla all'Ariston, il tenore Matteo Monni sul podio di Sanremo con Arisa: «E’ stata una grande emozione»

Riccardo Mandurino
Da Guastalla all'Ariston, il tenore Matteo Monni sul podio di Sanremo con Arisa: «E’ stata una grande emozione»

Il membro del Coro del Teatro Regio di Parma, ha conquistato il terzo posto nella serata delle cover accompagnando la cantante calabrese in una toccante versione di "Quello che le donne non dicono"

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Guastalla Anche Guastalla ha avuto un suo portavoce al grande spettacolo del Festival di Sanremo 2026. Il tenore guastallese Matteo Monni è componente del Coro del Teatro Regio di Parma, che è salito sul celebre palco nella serata delle cover del 27 febbraio per esibirsi insieme ad Arisa. La cantante e il coro parmigiano hanno fatto una splendida interpretazione della celebre canzone "Quello che le donne non dicono" di Fiorella Mannoia.

«È stata una grande emozione salire su un prestigioso palco come quello dell’Ariston - ha raccontato il tenore guastallese -. L’evento ha una rilevanza mediatica mondiale, molti colleghi dall’estero mi hanno chiamato per dirmi che mi avevano visto durante la diretta televisiva». Monni da diversi anni fa parte del Coro del Teatro Regio di Parma ed è abituato a calcare grandi palcoscenici, ad esempio l’Arena di Verona, ma l’Ariston ha un valore tutto suo. Insieme ad Arisa si sono classificati terzi nella serata delle cover: «È una grande professionista, abbiamo provato a Parma qualche settimana prima e fatto un piccolo sound-check a Sanremo nel primo pomeriggio di venerdì. Ci siamo esibiti in tarda serata come ventiduesimi, il terzo posto è un grande risultato».

La giornata del 27 febbraio è stata molto intensa per Monni, arrivato nel comune ligure il giorno stesso insieme all’organico del coro: «Sanremo in quei giorni è blindata, noi del coro eravamo in 36, quindi la logistica è stata impegnativa. Siamo rimasti bloccati nel traffico con il pullman e, nonostante avessimo il pass, gli accessi erano molto affollati anche per gli artisti. Non sembra, ma il teatro Ariston è davvero piccolissimo. A confronto il teatro Valli di Reggio Emilia è molto più spazioso e comodo».Le star sanremesi, infatti, arrivano un’ora prima della loro esibizione e spesso sono costrette a lasciare l’Ariston dopo la performance per lasciare il posto agli altri artisti.I vincitori della serata di venerdì sono stati Ditonellapiaga, insieme al cantante Tony Pitony: «Sono stati davvero bravi, ho avuto modo di vederlo. Ha un riscontro mediatico molto forte ed è davvero simpatico, ma ha anche talento nel cantare».

La kermesse sanremese si è conclusa con una grande finale che ha visto trionfare il cantante napoletano Sal Da Vinci: «Rispetto alle scorse edizioni credo che l’autotune sia stato meno protagonista e questa è una bella notizia». Sabato il coro è ripartito alla volta di Parma: «È stato davvero stancante, in due giorni ho dormito pochissimo. Un’esperienza intensa, ma memorabile. Credo che questo evento sia cresciuto molto e stia dando un bel segnale alla nostra musica italiana». Anche la Bassa reggiana ha trovato un proprio rappresentante nell’evento popolare più amato dagli italiani. l© RIPRODUZIONE RISERVATA

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