Processo a Portanova, l’accusa chiede la conferma alla condanna: «Nessuno sconto»
La difesa vuole invece un confronto con la ragazza coinvolta, «ma nessuno ci ascolta – spiega l’avvocato Bordoni –, e intanto il processo va avanti»
Reggio Emilia Tre ore di udienza, durante la quale l’accusa e la parte civile hanno chiesto la conferma della condanna di primo grado per violenza sessuale per il calciatore della Reggiana Manolo Portanova, senza sconti di sorta. È iniziato così ieri, in Corte d’Appello a Firenze, il primo round del processo per violenza sessuale di gruppo. Assente il centrocampista granata, che oggi (3 marzo) sarà impegnato in una partita importante per il campionato, mentre era presente in udienza il padre.
Per primo ha preso la parola il procuratore generale: nella sua requisitoria, durata un’ora, l’accusa ha ripercorso la vicenda nei dettagli e ha chiesto la conferma della sentenza di primo grado, ovvero una condanna a sei anni di carcere, impugnata poi dalla difesa. La parola poi è passata alle parti civili, gli avvocati della ragazza Claudia Bini e Jacopo Meini: «A nostro avviso le risultanze probatorie rendono credibile, oltre ogni ragionevole dubbio, il racconto della ragazza», dichiara l’avvocato Bini. I legali di parte civile hanno sostenuto che l’imputato non meriti le attenuanti e si sono opposti alla rinnovazione di istruttoria. Difatti l’aspetto più atteso riguarda la richiesta avanzata dalla difesa di Portanova di rinnovare ed estendere l’istruttoria con un confronto tra la ragazza e il minorenne coinvolto in questa vicenda, per il quale nel frattempo è diventata definitiva la condanna a tre anni. Ma su questo punto la Corte non ha deciso, rinviando ad aprile per l’arringa difensiva e per concludere.
«Fin dall’esordio abbiamo chiesto questo confronto sulla dinamica della serata: non vedo cosa possa esserci di controproducente, visto che i due hanno sempre dato versioni inconciliabili, anzi un faccia a faccia sarebbe un elemento in più, utile per capire chi dice la verità - dichiara Gabriele Bordoni, avvocato di Portanova -. Constato invece un arroccamento incomprensibile». Sull’udienza di ieri, prosegue Bordoni, «posso osservare solo l’estensione: l’accusa ha scritto 78 pagine, le parti civili 60 pagine ciascuna, che bisogno c’è di consumare tanto inchiostro? Forse rivela la consapevolezza che c’è una qualche fragilità e aspetti di debolezza nella sentenza di primo grado, altrimenti non si spiegherebbe un impegno così dilatato».
L’episodio contestato è il presunto stupro di gruppo una studentessa senese avvenuto a fine maggio 2021, che avrebbe visto coinvolti, oltre al calciatore, lo zio di Portanova, Alessio Langella, un loro amico, Alessandro Cappiello, quest’ultimo condannato a 9 anni l’aprile scorso, e il ragazzo minorenne. Il 6 dicembre 2022, in primo grado e con rito abbreviato (quindi con lo sconto di un terzo sulla pena), il tribunale di Siena ha condannato a sei anni il calciatore, che ha impugnato il verdetto con l’obiettivo di ribaltarlo e ottenere l’assoluzione. l© RIPRODUZIONE RISERVATA
