Si china per redarguire il figlioletto, l’uomo in fila dietro lei la palpeggia
Un 57enne è stato condannato a 22 mesi per l’episodio di violenza sessuale avvenuto alle Poste di Cavriago
Cavriago In fila all’ufficio postale, quando la signora davanti a lui si è chinata per redarguire il figlioletto, l’uomo l’ha palpeggiata. Così un 57enne con problemi psichici è finito alla sbarra per il reato di violenza sessuale. E ieri in Tribunale a Reggio Emilia il giudice per l’udienza preliminare Luca Ramponi l’ha condannato in rito abbreviato (dunque con lo sconto di un terzo sulla pena) a un anno e dieci mesi (pena sospesa), pur riconoscendo l’ipotesi lieve e tutte le attenuanti del caso.
La vicenda ha avuto per teatro le Poste di Cavriago, in via Spato 26/A. Il 29 ottobre 2024 l’ufficio era piuttosto affollato e c’erano diverse persone in coda, in attesa di essere servite agli sportelli. In coda c’era una donna di 42 anni con un bambino piccolo che, impaziente di stare fermo, chiamava e si muoveva di continuo. A un certo punto la mamma si è piegata in avanti per fermare il piccolo. L’uomo che si trovava alle sue spalle, allora, ha allungato la mano. La madre, inviperita, si è girata chiedendo all’uomo come si permettesse di fare un gesto del genere; e diversi testimoni hanno assistito alla scena, immortalata anche dalle telecamere. L’uomo forse ignorava il fatto che il suo gesto è contemplato nel codice penale come violenza sessuale.
I carabinieri, che hanno raccolto la querela della donna, hanno identificato senza ombra di dubbio il 57enne, un incensurato che vive di pensione sociale nella casa ereditata dai genitori, ieri presente in udienza. L’avvocato difensore Rosanna Beifiori ha puntato sul vizio parziale di mente dell’imputato, noto in paese come non pericoloso, e ha sostenuto il riconoscimento dell’ipotesi di lieve entità e delle attenuanti generiche. Tutti sconti, aggiunti all’abbreviato, che il giudice ha riconosciuto, a condizione che l’uomo frequenti un corso per uomini maltrattanti. «Una persona che ha bisogno di aiuto più che di essere punita - ha detto l’avvocato Beifiori -. Valuteremo l’appello».l© RIPRODUZIONE RISERVATA
