Studenti bloccati a Dubai, Alice torna a casa: oggi l’atterraggio a Malpensa con un volo di Stato
Reggio Emilia, è stato organizzato per riportare in Italia gli oltre 200 ragazzi rimasti ad Abu Dhabi. Tra loro anche la giovane di Canali
Reggio Emilia Si sblocca la situazione dei circa duecento studenti italiani rimasti bloccati a Dubai dopo l’escalation del conflitto in Medio Oriente: tra loro la reggiana Alice Cocchi. Il rientro in Italia è stato organizzato per questa mattina (3 marzo), con un volo di Stato che partirà da Abu Dhabi ed è diretto a Milano Malpensa.
Il ritorno
Secondo quanto annunciato loro ieri, il programma prevedeva che alle 7 del mattino venissero trasferiti via terra sotto scorta e accompagnati fino all’imbarco. Quindi il volo per Milano Malpensa, con atterraggio previsto per le 16 di oggi (3 marzo). Gli studenti stavano partecipando al progetto "Ambasciatori del futuro", una simulazione delle Nazioni Unite che si è svolta negli Emirati Arabi Uniti, a Dubai. Proprio nel giorno al termine delle attività, l’attacco Usa-Israele e la chiusura dello spazio aereo che ha costretto il gruppo a non partire sabato sera come invece era programmato, a rimanere confinato in hotel, a pochi chilometri dall’aeroporto di Dubai, in una situazione di attesa e incertezza. Oltre che naturalmente di paura per le notizie che arrivano in seguito alla pioggia di missili e droni su tutto il Golfo.
Dopo gli attacchi
La studentessa di Canali, che frequenta il secondo anno di Scienze politiche e relazioni internazionali all’Università di Parma, nell’intervista di domenica (1 marzo) aveva raccontato alla Gazzetta le ore di tensione vissute insieme ai compagni. Nonostante le incertezze sui tempi di ritorno a casa ed essere stati testimoni, seppure per fortuna a distanza degli attacchi, il ragazzi e le ragazze del progetto (molti dei quali minorenni) hanno cercato di non perdersi d’animo. «Cerchiamo di restare uniti, di rassicurare i più piccoli e di tenere i contatti con le famiglie» ci aveva raccontato Alice. Secondo quanto riferito dagli studenti, l’organizzazione del progetto ha mantenuto un filo costante con le famiglie e con le autorità italiane, trasmettendo indicazioni e aggiornamenti. Difficile stare tranquilli dall’Italia sapendo i figli in una situazione così delicata. Anche Alice ci ha testimoniato dai aver udito il rumore di esplosioni, del resto l’aeroporto di Dubai è stato colpito e dalla finestra dell’hotel hanno visto un’alta colonna di fumo. Ma ora almeno per loro l’incubo sembra finire. l© RIPRODUZIONE RISERVATA
